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Così, proseguendo il viaggio, si giunge alla fase eroica e ai grandi temi della lotta con il drago. Protagonista di questa fase del percorso è la figura dell’eroe. L’eroe nel mito è figlio di un genitore umano e di uno divino,, oppure uno dei due genitori è protetto da una divinità. In questo stadio abbiamo uno spostamento dalle vicende cosmiche a quelle umane. Il mondo si spopola degli Dei e, progressivamente, si popola di uomini che affrontano ogni sorta di prove iniziatiche, come possiamo constatare nella tipologia Vervain. E’ la fase dell’adolescenza individuale e dell’umanità. Prometeo ruba il fuoco agli dei; dovunque gli eroi lottano contro le forze ultramondane, per trasformare la realtà esterna attraverso l’azione e la realtà interiore attraverso l’autotrasformazione. La funzione dell’eroe nel combattimento contro il drago, è quello dell’Io che agisce senza essere sopraffatto dalle forze dell’inconscio: siamo nel tema di Cherry Plum. Qui l’Io può divenire consapevole della propria capacità di trasformazione acquisita grazie alla propria azione cosciente e può estenderla al mondo delle sue esperienze. Con Vervain incontriamo il principio dell’entusiasmo per la giusta causa. Tutta la personalità è tesa alla realizzazione del compito. La forza di convinzione è il tema centrale di questo piccolo grande fiore che esprime energia vibrante, spirito di combattimento, anelito verso la giustizia. Il suo rischio è il fanatismo, il nervosismo, la mancanza di rispetto per le convinzioni altrui, lo sfinimento. La sua possibilità evolutiva sta nel “co-raggio” , cioè in quel “raggio del cuore” che raggiunge l’obbiettivo senza ferire, armonizzando le proprie energie, concentrando la forza senza sprecarla in inutile tensione. Cherry Plum ci porta a incontrare il lato oscuro della personalità; la zona d’ombra, il nucleo distruttivo che alberga in noi nella profondità dell’inconscio. Si caratterizza con aspetti molto forti quali la paura di se stessi e dei propri pensieri, di fare cose terribili, di perdere il controllo. Il fiore ha una funzione riequilibrante nei confronti dei processi invasivi dei “pensieri cattivi” e governa la relazione coscienza-inconscio, controllo-caos. Il dominio di sé e la pace interiore sono il risultato della conoscenza e dell’accettazione dei propri lati oscuri e la possibilità di rientrare in contatto con gli aspetti più elevati della personalità attraverso un movimento di autoeducazione. Ritroviamo questi passaggi lungo le tappe di ogni processo terapeutico inteso come percorso evolutivo. Alla base della richiesta di terapia infatti, vi è sempre la necessità di uscire da uno stadio caotico che trova espressione nella malattia fisica o nel disagio psichico. Da qui si procede, attraverso varie fasi, verso la conquista di una progressiva consapevolezza di sé, che origina dalla conoscenza e dall’accettazione delle parti in gioco nonché dalla ricerca di un confronto dialettico tra questi aspetti contraddittori della personalità che si riflettono, spesso, nella confusione della situazione che stiamo vivendo. Il comprendere “dove sono” e “quali sono le parti in gioco”, può permettere di procedere verso il “dove sto andando”, favorendo così la possibilità di riconoscere e portare a manifestazione la propria vocazione individuale.
[1] E. Bach “-Essere se stessi”- Macro Edizioni.
[2] Cfr. E. Neumann - Storia delle origini della coscienza - Astrolabio 1978 Roma.
[3] Nella doppia accezione di io psichico e Io spirituale.
[4] E. Bach, Tutte le opere, Macro Edizioni, Cesena, 2000, pag 221-222
[5] E. Bach. Tutte le opere, Macro edizioni, Cesena, 2000, pag. 221-222
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