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In Heather troviamo la difficoltà dell’individuo che non ha maturato la capacità intima di stare solo. Il suo dolore richiede ascolto continuo e la sua presunta debolezza vampirizza chi gli sta accanto. Nel passaggio dalla simbiosi alla separazione, l’individuo resta intrappolato nei propri bisogni e desideri egocentrici. Il bisogno esasperato di contatto, di affetto, l’impossibilità di stare soli, manifestano l’esigenza di riempire un vuoto profondo e incolmabile. Si continua a ruotare intorno a se stessi e ai propri bisogni, alla ricerca di protezione e consolazione nel tentativo regressivo di ritrovare quell’unità simbiotica che impedisce l’individuazione. La possibilità evolutiva sta proprio nel superamento di questo stadio ego-centrato, verso la possibilità di ascolto dell’altro. A questo proposito Bach dice: “La vita, cioè, si risolve nello sforzo di trasmutare le qualità inferiori del Sé , nelle virtù più elevate dell’unità al di là dell’ego”. [4] Water Violet, al contrario, ama stare solo e non chiedere agli altri ciò di cui ha bisogno. La sua eccessiva riservatezza può divenire altezzosità e tradursi in profondo isolamento. La sua possibilità evolutiva sta nel passaggio dalla sofferenza silenziosa alla gioia condivisa, nell’uscita da una sorta di ritiro narcisistico verso l’incontro e la solidarietà con il mondo. Gorse, infine, esprime la sofferenza stratificata che porta alla perdita del contatto con il principio vitale. Si sperimenta un senso di inutilità profondo che vanifica gli sforzi di ripresa, un vissuto di sfiducia e di prosciugamento delle risorse interiori che porta alla resa. La sua possibilità evolutiva sta nella capacità di riaccendere la fiammella della speranza che rivela la forza della vita. “Da dove vengo?” Ci si chiede quando si giunge alla soglia della coscienza di sé. “Dove sto andando?” Scrive Bach: “La nostra evoluzione è cominciata da neonati, quando non avevamo conoscenza e tutta la nostra attenzione era incentrata su noi stessi. I desideri erano limitati al benessere, al cibo, al calore. Poi, con la crescita, è arrivata la volontà di potenza e così per un po’ di tempo abbiamo continuato a ruotare intorno a noi stessi, desiderando solo il nostro bene e le soddisfazioni terrene. Quindi è arrivato il punto di svolta: è sorto il desiderio di aiutare gli altri e allora è cominciata la battaglia; infatti, nel corso dello sviluppo ulteriore, dobbiamo mutare l’ego in assenza di ego, la separazione in unità, acquisire tutta la conoscenza e l’esperienza che il mondo può darci e trasmutare tutte le qualità umane nelle virtù opposte.”[5]
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