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The kids’way - La via dei ragazzi Trieste-Tibet PDF Stampa E-mail

A cura di ani Sherab Choden - Malvina Savio - (Hammerle Editori)

Malvina Savio è una monaca buddista. La sua vocazione spirituale si manifesta nella sua innata gentilezza e accoglienza, ma anche nella forza d’animo con cui si occupa del Centro Sakya Kun-Ga Cholin di Trieste per aiutare gli studenti Tibetani profughi in India. Con tenacia e devozione, da quasi vent’anni, cerca di sostenerne gli studi e di avvicinare all’Italia questo mondo che ci può apparire lontanissimo ma di fatto non lo è. Gli introiti del libro “La via dei ragazzi”, le cui spese editoriali Malvina Savio ha integralmente sostenuto, saranno devoluti al campo profughi Bylakuppe, Distretto Mysore, nel Sud dell’India, con cui la scuola elementare Ruggero Manna di Trieste ha realizzato un bel gemellaggio, fatto di vivacità e freschezza.
 
Com’è nata l’idea del libro?
Lavorando con le adozioni a distanza, mi è sembrato naturale pensare ad una sorta di premio per i bambini tibetani profughi in India  e ad un modo concreto per consentire loro di poter studiare con strumenti ed occasioni migliori di quanto le loro condizioni economiche consentano. Il contatto con i ragazzi della scuola Ruggero Manna di Trieste ha reso possibile questo progetto. Proprio a partire dai loro racconti e poesie è nata questa piccola “competizione” a distanza, questo ponte tra culture che si è realizzato meravigliosamente nel libro. Il libro parla per sé stesso, leggendolo si possono comprendere le differenze tra le due civiltà ma i bambini hanno una purezza d’animo e di cuore che si rivela oltre ogni differenza. Questo libro vuol essere un premio alla loro purezza.
 
I bambini tibetani non sono dunque diversi da quelli occidentali?
I bambini sono bambini ovunque, in tutte le parti del mondo. Il loro è un universo a sé, anche se la loro sensibilità in alcune situazioni può apparire differente rispetto alla cultura d’appartenenza.
 
E’ ipotizzabile far venire alcuni dei bambini tibetani a Trieste?
E’ impossibile, purtroppo, farli venire in Italia ed a Trieste in particolare, per ragioni economiche. Non hanno il passaporto ed il viaggio stesso costa molto.
 
Quali progetti per il futuro, quando il tuo prossimo viaggio?
Tra le iniziative che mi piace segnalare una mostra di disegni che è stata inaugurata alla scuola Manna il 27 febbraio scorso ed una raccolta di denaro per l’acquisto di un PC che possa consentire ai bambini tibetani di comunicare con i loro compagni occidentali e triestini, anche se il bisogno essenziale resta sempre l’acquisto del materiale scolastico più semplice, della divisa scolastica per esempio, cose che a noi appaiono scontate e che per loro non lo sono affatto. Mi auguro di tornare in India al più presto naturalmente.
 
Per acquistare il libro o contribuire con una donazione:
 
CENTRO BUDDISTA TIBETANO
SAKYA KUNGA CHOLING
Via Marconi 34, Trieste.
Tel. 040.571048
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a cura di Mariangela Valentini 
 
 
 



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