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Oltre i dogmi
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Dalai Lama (Edizioni Lindau)
Questo libro nasce da una serie di incontri itineranti che il Dalai Lama ha tenuto in Francia qualche anno fa con autorità del mondo religioso, scientifico e culturale. Il successo di queste conferenze-dibattiti hanno rivelato ulteriormente il carisma della guida spirituale tibetana in un orizzonte internazionale e mondiale. Tanto che si esprima da semplice monaco buddista, come ama spesso definirsi, che da capo di stato costretto all’esilio, o come dotto conoscitore del pensiero filosofico buddista, Tenzin Gyatso, si rivela sempre straordinariamente capace di essere e pensare “oltre i dogmi”. Questa sua rara dote si è manifestata d’altronde sia come strenuo difensore dei diritti umani del suo popolo, e non solo, nel corso delle recenti Olimpiadi, radicando i suoi ragionamenti in merito su una straordinaria apertura di spirito e rispetto, persino nei confronti del popolo e della cultura cinese e della sua discutibile condotta nei riguardi del Tibet e dei suoi atleti, a cui non è stata concessa la partecipazione ai giochi olimpici. Con ampiezza di vedute il Dalai Lama risponde ai suoi interlocutori riguardo a questioni di bioetica, scienza, omosessualità, ambiente, integralismo religioso e rapporti tra Oriente e Occidente e, non per ultimo, riguardo alla già citata difficile relazione tra il suo paese e il potere politico cinese di cui egli stesso rappresenta per primo tragica testimonianza. Il Venerabile Dalai Lama non si accontenta mai di una soluzione definitiva dei problemi ma ama confrontarsi con essi di volta in volta con lucidità d’analisi sempre nuova per trovare le soluzioni “più umane possibili” e che coinvolgono tutti oltre ogni credo religioso.Mariangela Valentini
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Questo libro nasce da una serie di incontri itineranti che il Dalai Lama ha tenuto in Francia qualche anno fa con autorità del mondo religioso, scientifico e culturale. Il successo di queste conferenze-dibattiti hanno rivelato ulteriormente il carisma della guida spirituale tibetana in un orizzonte internazionale e mondiale. Tanto che si esprima da semplice monaco buddista, come ama spesso definirsi, che da capo di stato costretto all’esilio, o come dotto conoscitore del pensiero filosofico buddista, Tenzin Gyatso, si rivela sempre straordinariamente capace di essere e pensare “oltre i dogmi”. Questa sua rara dote si è manifestata d’altronde sia come strenuo difensore dei diritti umani del suo popolo, e non solo, nel corso delle recenti Olimpiadi, radicando i suoi ragionamenti in merito su una straordinaria apertura di spirito e rispetto, persino nei confronti del popolo e della cultura cinese e della sua discutibile condotta nei riguardi del Tibet e dei suoi atleti, a cui non è stata concessa la partecipazione ai giochi olimpici. 













