HOME
PAROLE&MUSICA
La Via delle Parole: LIBRI
Genti di Dio - Viaggio nell’altra Europa
PAROLE&MUSICA
La Via delle Parole: LIBRI
Genti di Dio - Viaggio nell’altra Europa | Genti di Dio - Viaggio nell’altra Europa |
|
|
|
|
Monika Bulaj (Frassinelli)
Il Baltico, il Mar Nero e i Balcani. Un mondo che l’autrice, narratrice e fotografa dichiara di irresistibile fascino sacro. Universi “minori” e spesso vuoti di ombre, bisognosi di racconto e di voce. Il viaggio di Monika Bulaj si riempie di tappe difficili e amare, di pagine che a raccontare esigono forza e crudezza. Un viaggio lungo e impervio, tra foreste e pianure innevate, abitate da confini fatti di nulla, da riti cruenti, spesso ignettati di sangue. Su un orlo esile, che si snoda tra cristianesimo, islam ed ebraismo, il racconto del suo viaggio ne attraversa i fondamentalismi e gli stereotipi e ci mostra musulmani che sgozzano capre, pecore e galli su un’imprecisata ara di una collina dell’Albania, dove ogni anno si compie una mattanza che appare come l’ultimo sacro macello d’Europa e che non è un posto per turisti; dove si arriva tra mandrie e pastori: una montagna cupa, di tre consonanti, che, non a caso, vuol dire “paura”. Fotografie di mondi viscerali, che ci mostrano ebrei che leggono il Corano, musulmani che pregano la Madonna, feste di primavera a cui partecipano islamici e macedoni, turchi e zingari. Il bisogno del sacro si snoda per mille vie, tra le periferie dell’Europa dell’est.Mariangela Valentini
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|










Il Baltico, il Mar Nero e i Balcani. Un mondo che l’autrice, narratrice e fotografa dichiara di irresistibile fascino sacro. Universi “minori” e spesso vuoti di ombre, bisognosi di racconto e di voce. Il viaggio di Monika Bulaj si riempie di tappe difficili e amare, di pagine che a raccontare esigono forza e crudezza. Un viaggio lungo e impervio, tra foreste e pianure innevate, abitate da confini fatti di nulla, da riti cruenti, spesso ignettati di sangue. Su un orlo esile, che si snoda tra cristianesimo, islam ed ebraismo, il racconto del suo viaggio ne attraversa i fondamentalismi e gli stereotipi e ci mostra musulmani che sgozzano capre, pecore e galli su un’imprecisata ara di una collina dell’Albania, dove ogni anno si compie una mattanza che appare come l’ultimo sacro macello d’Europa e che non è un posto per turisti; dove si arriva tra mandrie e pastori: una montagna cupa, di tre consonanti, che, non a caso, vuol dire “paura”. Fotografie di mondi viscerali, che ci mostrano ebrei che leggono il Corano, musulmani che pregano la Madonna, feste di primavera a cui partecipano islamici e macedoni, turchi e zingari. Il bisogno del sacro si snoda per mille vie, tra le periferie dell’Europa dell’est.













