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Manuela Zucca (Simone edizioni)
di Mariangela Valentini
Miti e leggende di donne “contro”. E’ l’affresco che l’autrice tesse in un libro che passa, con agilità e freschezza, da vicende immaginarie al rigore scientifico e storico delle singolari protagoniste. La ricostruzione della storia delle streghe è ricostruita nel mondo del sacro e del profano, non dimenticando la ricezione che questo controverso fenomeno ha lasciato tra gli abitanti delle Alpi e delle altre montagne d’Italia ed in numerose culture popolari. Dall’analisi ricca e varia delle fonti Michela Zucca ripercorre una civiltà femminile “sciamanica” precristiana, viva anche nel mondo pagano e cristiano, legata ai culti della Dea Madre e racconta come essa sia stata nel tempo in parte assimilata ed in parte esorcizzata, e rimossa, nel ricordo collettivo e nelle forme di potere istituzionalizzato. A partire dalle comunità più arcaiche erano le donne che curavano i malati e scandivano i tempi della festa, del desiderio, della vita e della morte, intuivano auspici del futuro. E sono proprio questi poteri che a partire dal Medioevo sono stati demonizzati dalla Chiesa e dallo Stato per mano degli inquisitori. Ma non si racconta solo di streghe: matrone, fate, beneandanti e tarantolate, ed ancora brigantesse e rivoltose che percorrono, secondo modalità e tempi lunghissimi, diverse culture e tradizioni, non solo nel nostro paese ma nell’Europa mediterranea e celtica. E proprio per queste ragioni la fitta trama di storie individuali e collettive di stregoneria, tra realtà e leggenda. ha resistito alle repressioni cruente a cui è stata spesso costretta tornando, nell’immaginario popolare, nella dimensione incancellabile del desiderio. |