Eugenio Bucciol (ed. La Nuova Dimensione Edizioni)
di Mariangela Valentini
Il volto degli orrori di guerra è sempre quello degli uomini. Difficilmente si pensa, invece, quanto, in ogni conflitto che la storia dell’umanità intesse ai suoi percorsi, siano coinvolte la vita e la morte degli animali. E’ un bel libro dello scrittore trevigiano Eugenio Bucciol, intitolato “Animali al fronte (protagonisti oscuri della grande guerra)”, con la prefazione di Margherita Hack, per quelli de La Nuova Dimensione, a ricordarci quanto elefanti, cavalli, muli, delfini, buoi, otarie, cammelli, cani, piccioni e galline abbiano pagato un ingiusto tributo di sangue in gran parte delle guerre antiche e moderne, ed, in particolare nel corso del primo conflitto mondiale. Ricco di foto, spietate nel loro nitore, il libro di Bucciol ricorda ulteriormente l’assurdità oscura delle guerre rovesciando gli antropocentrismi più consueti e sottolinea il valore straordinario di quelle truppe ausiliarie e silenziose che furono gli animali al fronte. L’autore racconta, per esempio di un’orrenda carneficina accaduta nel maggio del 1944, quando tremila cavalli dell’armata tedesca furono uccisi perchè non se ne impossessassero i sovietici. Gli stessi ufficiali avrebbero dovuto uccidere, ognuno, il proprio cavallo: alcuni non ebbero il coraggio di farlo ed affidarono quest’ingrato compito al personale del servizio sanitario. A questa tristissima antologia vanno aggiunti quegli animali, come gli orsi che venivano impiegati in teatrini circensi improvvisati per sollevare l’animo dei soldati e, naturalmente mucche, pecore, maiali e quantaltri, destinati alla macellazione per sfamare i soldati delle retrovie.
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