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Pagina 1 di 3 di Marco Vittori e Stefano Stefani (tratto da BioGuida n.3 Inverno 03/04)
Anche i greci, di cui abbiamo testimonianze certe a partire da Tolomeo, utilizzavano l’astrologia per fare diagnosi. Un particolare tipo di astro-diagnosi è appunto chiamata iatromatematica e si basa sulla teoria umorale. Il sistema Umorale (dei 4 umori) conduce direttamente alla medicina Ippocratico-Galenica, che oggi noi diciamo essere allopatica, ma che non lo era affatto. La medicina greca si basava su due precisi e differenti metodiche di intervento. Una prima, che possiamo chiamare effettivamente allopatica, “dei contrari” e biochimica (c’è caldo, raffreddo, c’è freddo riscaldo, se è secco uso l’umido, se è umido uso il secco), che veniva impiegata quando si riteneva di dover scacciare dal sistema-uomo “gli invasori esterni”, per cui per combatterlo si usava il contrario. Ed un’altra quando invece si fosse ritenuto che una persona avesse una debolezza costituzionale, o comunque una carenza reattiva, per cui si usava un rimedio che sostenesse l'energia deficitaria. Noi ci rivolgeremo ad un metodo prettamente spagirico-alchemico che non si basa assolutamente sulla teoria umorale (nonostante questa sia stata utilizzata da figure illustri del passato come ad esempio Raimondo Lullo) e ci interessa quasi esclusivamente la questione del “simile”, la cui tradizione è molto più remota di quella greca e che, comunque, in quel filo rosso invisibile che ci conduce dai Greci e dagli Arabi fino ai giorni nostri, è sempre sopravvissuta. Anche a questo livello le modalità di intervento si diversificheranno conseguentemente all'assunto filosofico in base al quale si opererà. Più esplicitamente occorrerà valutare se indurre una risposta utilizzando il “simile patologico”, il suo “contrario” o il “simile fisiologico”.
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