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Perchè il Tibet è cinese?
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La situazione odierna
Il conferimento del premio Nobel per la Pace nel 1989 al Dalai Lama è stato uno smacco diplomatico per il Governo di Pechino, da sempre riluttante nel riconoscerlo come interlocutore politico. Sua Santità ha ormai rinunciato da tempo di rivendicare l'indipendenza del Tibet, per scagliere di pronunciarsi a favore di una reale capacità di auto-determinazione della Regione Autonoma, in grado di garantire la tutela della sua straordinaria tradizione, prima che sia troppo tardi, e assicurare il pieno rispetto dei diritti umani fondamentali. Il Governo tibetano in esilio ha da sempre denunciato la volontà cinese di cancellare definitivamente la propria cultura, con una repressione che dura da quasi sessant’anni e un’incessante azione interna di contro-propaganda. Ormai nelle scuole il tibetano può essere insegnato agli alunni solo fino ad una certa età, avendo da tempo il cinese assunto il ruolo di lingua ufficiale imposta nel territorio. Tutt’oggi nelle carceri sono detenuti cittadini, monaci e monache per reati politici legati alle richieste di indipendenza o di libera professione di fede. La Regione Autonoma Tibetana, pur estendendosi su una superficie immensa, anche se pari a solo alla metà di quella del Tibet storico, conta oggi circa 6 milioni di abitanti di etnia tibetana, pari ad appena lo 0,5 per cento della popolazione totale della Cina, contro gli ormai oltre 7 milioni di cinesi “trapiantati” in questi decenni con le campagne di immigrazione. |
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Il conferimento del premio Nobel per la Pace nel 1989 al Dalai Lama è stato uno smacco diplomatico per il Governo di Pechino, da sempre riluttante nel riconoscerlo come interlocutore politico. Sua Santità ha ormai rinunciato da tempo di rivendicare l'indipendenza del Tibet, per scagliere di pronunciarsi a favore di una reale capacità di auto-determinazione della Regione Autonoma, in grado di garantire la tutela della sua straordinaria tradizione, prima che sia troppo tardi, e assicurare il pieno rispetto dei diritti umani fondamentali. Il Governo tibetano in esilio ha da sempre denunciato la volontà cinese di cancellare definitivamente la propria cultura, con una repressione che dura da quasi sessant’anni e un’incessante azione interna di contro-propaganda. Ormai nelle scuole il tibetano può essere insegnato agli alunni solo fino ad una certa età, avendo da tempo il cinese assunto il ruolo di lingua ufficiale imposta nel territorio. Tutt’oggi nelle carceri sono detenuti cittadini, monaci e monache per reati politici legati alle richieste di indipendenza o di libera professione di fede. La Regione Autonoma Tibetana, pur estendendosi su una superficie immensa, anche se pari a solo alla metà di quella del Tibet storico, conta oggi circa 6 milioni di abitanti di etnia tibetana, pari ad appena lo 0,5 per cento della popolazione totale della Cina, contro gli ormai oltre 7 milioni di cinesi “trapiantati” in questi decenni con le campagne di immigrazione.
