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Perchè il Tibet è cinese? PDF Stampa E-mail
  
Le ingerenze moderne
  
Solo pochi anni dopo, nel 1910, i cinesi entrarono in Tibet e costrinsero il XXIII Dalai Lama a fuggire in India dagli inglesi. Questi intervennero a loro volta per liberare Lhasa nel 1912. In Cina però, nel frattempo, era scoppiata la prima Rivoluzione, quella che porterà alla destituzione dell’ultima grande dinastia imperiale Manciù, da quasi quattro secoli al potere, con la proclamazione della Repubblica Nazionalista Cinese. Nel 1913 il XIII Dalai Lama potè così riaffermare l'indipendenza del Tibet e dare avvio ad uno storico processo di modernizzazione del paese, costruendo strade e infrastrutture, pur rimanendo la società poggiata su basi tendenzialmente feudali. La sua neutralità politica poggiava comunque sul tacito appoggio della potenza militare britannica, contando su un sistema di alleanze e protezioni che consentisse di mantenere le proprie caratteristiche di pace, indipendenza, equidistanza.
  
Il nuovo governo cinese non accettò mai l'indipendenza del Tibet: la neonata Repubblica Nazionalista non solo non ammise la “secessione” della Mongolia e del Tibet ma si propose esplicitamente di riconquistare i territori storicamente appartenuti alla Cina. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la lunghissima Guerra Civile scoppiata tra i nazionalisti repubblicani al potere dopo il 1914 e i comunisti di Mao Zedong, l’aggressione giapponese del 1931 e, infine, la Seconda Guerra Mondiale, tenne lontane le mire cinesi fino al 1949. In quell’anno, la vittoria definitiva di Mao e la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese, fecero subito tornare alla ribalta la questione dei "territori separati dalla madrepatria". Durante il discorso di insediamento del 1° ottobre 1949, Mao elencò uno per uno quelli che sarebbero stati ricondotti alla Cina, tra cui il Tibet, per cui si annunciò l'imminente "liberazione dal giogo dell'imperialismo britannico".
 
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