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La Via delle Origini
Natale: simboli, leggende e tradizioni
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Natale: simboli, leggende e tradizioni | Natale: simboli, leggende e tradizioni |
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Pagina 3 di 3 Per il cattolicesimo l’Epifania è divenuta la festa dell’adorazione dei re Magi, ai quali viene attribuito il compito di “riconoscere” la natura divina di Gesù bambino, quasi a legittimarne valore grazie alla loro altissima levatura esoterica. I Magi, astrologi, indovini e fattucchieri secondo le tarde fonti greche e romane, sono figure alquanto singolari nella tradizione delle Scritture e appartengono storicamente alle classi sacerdotali della religione iranica primitiva, successivamente trasformatasi nello zoroastrismo. Essi lavoravano alla ricerca di segni premonitori dell’avverarsi di un’antica profezia zoroastriana, che annunciava la venuta del Salvatore, come riportato nelle Scritture (Isaia, Salmi, Numeri). Questa ricerca, secondo la tradizione cattolica, li portò a individuare nella nascita del Cristo la realizzazione dell’antica profezia ed il loro numero oscillò tra 2 e 12 fino a 3 definitive figure distinte. Nel VI secolo d.C., ai Magi vengono attribuiti l’appellativo di “Re” e i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Il primo è colui che porta in dono al piccolo Gesù l’oro, simbolo di regalità, salutandolo come Re; il secondo porge l’incenso, simbolo di potere spirituale, e lo saluta come Sacerdote; l’ultimo la mirra, simbolo di incorruttibilità e salvezza spirituale e si rivolge a Lui come Profeta. Suggestiva, poi, l’ipotesi che identifica i Magi come i 3 capi dell’Agarthi, mitico regno delle montagne, centro iniziatico e iniziale dell’intera civiltà umana. La Massoneria, invece, collega il Natale con il solstizio d’inverno (come evento cosmico), con la festività di San Giovanni Evangelista (patrono dell’istituzione massonica) e celebra ritualmente la festa della Luce. Questa illumina progressivamente l’iniziato e rappresenta la manifestazione dello stesso pensiero iniziatico, ossia quell’insieme di idee eterne che sopravvive alle menti dei singoli individui e ne diventa la forza vibrante. Proprio per immanenza e preziosità, la “luce” sussiste allo stato latente in ogni essere umano, fino al giorno in cui le si offre la possibilità di manifestarsi attraverso l'iniziazione: da questo momento comincia lentamente a risplendere fino al suo pieno dispiegarsi nella persona di ogni nuovo Maestro Massone. Nella tradizione massonica essa rappresenta quanto di più elevato vi è nell'intelligenza e nella volontà umana, in grado di giungere alla percezione della verità e alla realizzazione della saggezza. |
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