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Qualunque considerazione si faccia, sarà difficile oggi avere una prova tangibile delle tante esperienze in questo campo. Uno di questi personaggi facoltosi, intelligenti e potenti interessati all’arte dell’alchimia fu il cardinale Richelieu, vissuto in Francia tra XVI e XVII secolo, divenuto primo ministro di re Luigi XIII (1624-1642). Richelieu venne a conoscenza che un certo Vinache si vantava di conoscere nei minimi particolari, pur non sapendo leggere né scrivere, tutti i movimenti necessari per portare a buon termine le operazioni di laboratorio. Lo fece rinchiudere e torturare nella speranza di costringerlo a rivelare i segreti delle trasmutazioni, alla fine avvelenò. Il cardinale era interessato all’alchimia e, se lo era abbastanza da assassinare la gente, avrà sicuramente avuto una ricca biblioteca sull’argomento, a lui appartenne infatti un erbario medicinale del 1500, italiano ed ebraico. E’ il manoscritto Hebreu 1199 della Biblioteca Nazionale di Francia, contiene 130 illustrazioni di piante medicinali, il catalogo che lo descrive non lo definisce alchemico, ma dice che “le manuscrit comporte à la fin des recettes plus détaillées sur l’emploi pharmacetique des végétaux représentés...”.
Bibliografia:
S. FERRI, Il “Dioscoride”, i“ Discorsi”, i “Commentari”: gli amici e i nemici, in Pietro Andrea Mattioli. La vita, le opere, Perugia 1997. P.A.MATTIOLI, “I Discorsi di M.Pietro Andrea Matthioli Medico Sanese, ne i Sei Libri della Materia Medicinale di Pedacio Dioscoride Anazarbeo”, 1557, Anghiari-Sala Bolognese 1993.
R.PATAI, Alchimisti Ebrei, Storia e Testi, Genova 1997.
S. HUTIN, “La vita quotidiana degli alchimisti”.
A.A.V.V. “D’Une Main Forte, Manuscrits hebreux des collection française”, catalogo a cura di M. Garel, Parigi 1991.
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