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Medicina e Alchimia PDF Stampa E-mail

Egli nomina tutti i suoi più illustri e famosi predecessori oltre a quelli minori, antichi e a lui contemporanei. Mattioli è rispettoso della tradizione ed interpreta i classici in modo razionale, fa ricerca e studia le piante in modo indipendente, tanto che nelle varie edizioni dei Discorsi progrediscono le sue ricerche personali e pertanto si può considerare il lavoro che egli conduce come suo e non come una mera trasmissione dell'opera del Dioscoride. La sua opera divenne uno dei 'testi sacri' per farmacisti e speziali sino alla metà del XIX secolo. Dobbiamo tenere presente che l’alchimia era considerata spesso un’arte da eretici, considerata pericolosissima in un periodo in cui l’Inquisizione non ci pensava due volte a intervenire pur di proteggere l' integrità della religione cattolica e dei suoi dogmi. C’è un breve capitolo alla fine del libro in cui illustra le tecniche di distillazione delle erbe e in esso Mattioli descrive gli strumenti adoperati dagli alchimisti per le loro ricerche, tra essi nomina anche il ‘bagno di Maria’ come metodo eccellente se si vuole avere un distillato puro di erbe che non sia indebolito da acqua aggiunta. Dice anche che queste tecniche subiscono continuamente cambiamenti. Egli si dimostra ben informato quando, condannando il metodo alchemico scrive:" Et questo è il fondamento, che fanno gli alchimisti, perdendosi il tempo, l'opera, et le facultà in pensarsi di rifar con l'arte quello, in cui ha mancato la natura (la quale secondo che ritrovo) non ha mai potuto alcuno artefice del tutto imitare." Su Maria l’Ebrea ha scritto molto R. Patai (vedi bibliografia), essendo ella una dei primi grandi alchimisti. Il balneum Mariae è un apparato alchimistico da lei inventato o comunque descritto; consiste in un doppio recipiente, contenete nella parte interna la sostanza che deve essere riscaldata ad una temperatura moderata, e in quella esterna l'acqua. Probabilmente era già conosciuto secoli prima, infatti fu descritto da Teofrasto e Ippocrate ma poi fu associato e attribuito a Maria a causa di una serie di circostanze. A Maria l'Ebrea si deve anche la descrizione di un alambicco per la distillazione. E’ chiaro che egli era a conoscenza dei lavori degli alchimisti; nella letteratura alchemica sono pochissimi coloro che, a loro dire, sono riusciti nel (compimento della Grande Opera. Nel Sesto Libro, Mattioli ripercorre gli insegnamenti del Dioscoride sui veleni e su come sia possibile rimediare ad essi; all’inizio del libro, nell’indice, c’è la voce quinta essenza theriacale che l'autore tratta quasi fosse un rimedio come un altro, e ne descrive la preparazione.



 
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