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La Preparazione Spagirica (prima parte) PDF Stampa E-mail


Macerati in alcool

Per alcool, intendiamo qui, quello proveniente da qualsiasi distillato di frutta o di idromele. Non entriamo nello specifico della distillazione attraverso le varie metodologie, partiamo semplicemente dal prodotto finale della distillazione. Ci si comporterà come nel caso degli enoliti con le medesime premesse e operatività già portate all’attenzione. La differenza sostanziale esiste nella gradazione dell’alcool dello spirito; tanto questo sarà di gradazione elevata tanto più sarà capace di estrarre i principi analoghi o simili presenti nella pianta. Di fatto la macerazione in alcool ad alta gradazione, che sia grappa o distillato di vino è un metodo più recente di quelli egizi. In questo caso si aggiungono i sali derivati dalla calcinazione e si pongono a riposo al buio per qualche lunazione.

Elixir

La differenza rispetto al macerato in alcool, del punto precedente, sta nel fatto che invece di porre la pianta in infusione in alcool “qualsiasi”, questa sarà messa nel cosiddetto alcool “autoctono”. In pratica la pianta, fresca e spontanea, viene fatta fermentare, attraverso metodi e modi diversi da preparatore a preparatore. Il “vino” di pianta viene rettificato e distillato, viene aggiunto il sale derivante dalla pianta fermentata e calcinata. Poi si procede come un normale macerato. Attraverso la fermentazione vengono “spiritualizzate” molte delle sostanze presenti nella pianta, oltre ovviamente agli amidi e agli zuccheri. Tale spiritualizzazione consente di operare, una volta somministrata alla persona che ne avesse necessità, anche a livello “sottile” per analogia.

Fermentati

In questo caso dopo avere fermentato la pianta e aggiunto il sale dalla calcinazione potrà essere somministrato così come un vino curativo. Va precisato che solitamente il basso grado alcolico ottenuto da queste fermentazioni, costringe ad aggiungere alcool alloctono, per evitare fenomeni di putrefazione o acetificazione, sopratutto se ne si prevede di non consumarlo in breve tempo.

Aceto balsamico

Oggi relegati ad un uso esclusivamente culinario, un tempo erano molto usati, sia per uso esterno per frizionare sulla pelle, sia per uso interno quando necessitasse anche un’acidificazione dell’organismo della persona malata. Le modalità di preparazione sono di porre le piante in un vaso o altro contenitore. Man mano che si consuma l’aceto balsamico si continua ad aggiungere aceto ed eventualmente altra pianta fresca.

Immagini tratte da: www.esonet.org (incisioni di apparati alchemici e distillatori dai Lavori del Geber, Londra 1678)




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