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La Via delle Origini
La Preparazione Spagirica (prima parte) | La Preparazione Spagirica (prima parte) |
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Pagina 5 di 6 Gli enoliti Gli enoliti partono dall’ infusione di piante, o parti di esse, o di minerali in vino. Normalmente non si compie l’operazione che la spagiria richiede, cioè la filtrazione e la calcinazione della parte solida della pianta. A parte questo, normalmente, si utilizza un buon vino dove si pone “l’individuo” in infusione a freddo per uno o più cicli lunari. Poi viene messa a riposo al buio per un certo periodo a riposare. L’efficacia di tali preparazioni era conosciuta ampiamente nell’antichità, ed è tale per il contenuto del vino stesso che consta di: acqua, alcool, glicerina, vitamine, zuccheri, sali minerali, proteine, polifenoli e sostanze aromatiche che partecipano per estrarre efficacemente tutte le sostanze di quanto messo in esso, che possono interessare alla terapia. L’efficacia di tale operazione rende così subito disponibile all’organismo della persona che a cucchiai o a bicchierini assume l’ enolito. Ricordiamo che il vino possiede diverse caratteristiche terapeuticamente interessanti. Risulta un buon diuretico ed eupeptico. L’alcool per sua natura stimola l’apparato boccale a secernere ptialina, un enzima salivare, capace di demolire le lunghe catene degli amidi in quelle più corte ed assimilabili degli zuccheri. Inoltre, permette l’emulsione dei grassi di origine animale, poiché stimola la produzione dei succhi pancreatici, come i formaggi, al punto che i francesi pur essendo grossi consumatori di formaggi e di vino rosso soffrono notevolmente di minori disturbi legati alle dislipidemie di altri popoli più “sobri” o che preferiscono i vini bianchi.Gli acidi contenuti nei vini, inoltre, favoriscono l’aumento del Ph del bolo alimentare diminuendo così i tempi di permanenza nello stomaco, stimolando la secrezione di pepsina e dell’acido cloridrico, preposti alla demolizione delle catene peptidiche delle proteine. Una giusta quantità di vino, poi, giova alla tristezza e alla malinconia dei malati (anche dei sani!), perché dona allegrezza e fortifica. Se poi si assume un vino, che contenga i principi vitali e biochimici della pianta o del minerale medesimi, i risultati saranno eccellenti. A testimonianza di ciò portiamo che persino agli arabi, già nel tredicesimo secolo il medico Ibn-al Awam consigliava l’assunzione di vini medicamentosi. |
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