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La Via delle Origini
Gli Erbari Alchemici | Gli Erbari Alchemici |
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La quantità di erbari prodotta nel 1400 è grandissima: ne sono stati contati 193. In generale sono due gli atteggiamenti adottati negli erbari di questo periodo: o ripropongono le tradizioni iconografiche del passato nei libri che vanno sotto il titolo di Tractatus de herbis, (o nella sua versione francese le Livres des simples médecines) oppure c’è una nuova attenzione al mondo naturale, soprattutto nell’Italia del Nord, e in particolare nel Veneto. Esiste però un tipo diverso di manoscritto che fa la sua apparizione nella zona del Veneto, viene detto alchemico, di cui esistono più di venti esemplari sui quali gli studiosi sono concordi, anche se potrebbero essercene molti di più. Il manoscritto alchemico più antico è della seconda metà del XIV secolo pur se la maggior parte di essi appartiene al XV secolo. Tutti presentano immagini che sono appiattite e schematiche, talvolta difficili da riconoscere ma sono ravvivate da un divertente animismo ancora tutto medievale. É difficile individuare la tradizione iconografica da cui discendono le piante degli alchimisti, per lo più la loro origine è italiana, anche se alcuni manoscritti presentano glosse, ossia nomi di piante e parti scritte in lingue diverse. Sembra che questi erbari riflettessero le tradizioni popolari diffuse da erbaioli, speziali vaganti, ciarlatani, guaritrici che spesso cercavano di far fortuna nei mercati e ovunque ci fosse la possibilità di attirare persone curiose. Il tipo di medicina seguito degli erbari alchemici discende da una cultura molto antica, per lo più trasmessa oralmente, non supportata da una teoria razionale e coerente della conoscenza medica e per questo detta demoiatrica. Essa comprende oltre a ricette stravaganti anche invocazioni, talismani e preghiere. In essi la religione è sempre legata alla medicina, sia in forma di pratiche popolari che in forme di fede più elevate. Infatti per tutte e tre le grandi religioni monoteiste dell’Occidente la guarigione è comunque opera divina. |
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di Sara Monticone (tratto da BioGuida n. 8 Primavera 2005)
