|
Pagina 4 di 7
Le illustrazioni all'interno del codice variano molto, alcune sono naturalistiche e probabilmente sono quelle copiate da documenti più antichi. Questo erbario è molto importante perchè contiene undici illustrazioni che furono copiate direttamente dal testo di Crateuas, le illustrazioni di qualità migliore, tutte della stessa mano e nello stesso stile. Dioscoride parla con rispetto di Crateuas, infatti il suo erbario fu uno dei primi ad avere disegni di piante seguiti da una breve discussione scientifica e furono sicuramente illustrati. I disegni rimanenti sono molto eterogenei, più rigidi e formali e, nell’insieme, sarebbero da assegnare a mani diverse. Un contemporaneo di Dioscoride, ma meno importante, è un autore romano, Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), che scrisse quella famosissima Naturalis Historia i cui ultimi diciassette libri sono dedicati alle piante, alle pietre e agli animali. Plinio scrive che, per prima cosa, gli autori degli erbari disegnavano a colori le piante in modo che fossero ‘somiglianti’ e solo dopo scrivevano il testo nella parte sottostante. Nel V sec. d.C. visse l’autore di un trattato che ebbe enorme fortuna nel Medioevo, accanto a quello di Dioscoride: egli viene identificato come Pseudo-Apuleio per differenziarlo dall’Apuleio autore dell’Asino d’oro ( II sec.). Sono poche le opere che, come testo illustrato, hanno avuto grandissima fortuna nella storia della botanica farmaceutica: sostanzialmente il Dioscoride e lo Pseudo Apuleio, che presenta elementi magici e una concezione medico-alchemica della medicina. L’erbario di Dioscoride costituì la più diffusa fonte del sapere botanico nel corso di tutto il Medioevo, fino agli inizi dell’età moderna e si diffuse attraverso due stesure testuali, una alfabetica, nella quale le piante erano appunto ordinate in ordine alfabetico, l’altra non-alfabetica, in cinque libri con una divisione del materiale per affinità. Ciascuna parte diede origine ad uno specifico albero genealogico di manoscritti, grande e complesso.
|