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Breve storia degli erbari |
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Pagina 1 di 7 di Sara Monticone (tratto da BioGuida n.7 Inverno 2004/2005)
Fin dai tempi più antichi gli uomini hanno utilizzato la natura in modo consapevole, ben sapendo come ogni sostentamento provenisse dalla Terra. Più di diecimila anni fa, infatti, ha iniziato a fare una selezione tra piante “buone” e piante “dannose”, ad addomesticare gli animali e a unire alla conoscenza pratica il credo in potenze soprannaturali. I riti, la religione e la magia andavano di pari passo per proteggerlo dalla nascita alla morte del corpo, ed oltre. In tutte le culture la conoscenza del mondo e dell’uomo non può essere disgiunta dalla presenza e volontà divina, essendo creazioni dell’Onnipotente sottoposte alle Sue leggi. Le testimonianze più complete sulla medicina farmacologica nell’antichità provengono dal mondo greco anche se la storia degli erbari è molto più antica. In generale un erbario si distingue da un trattato botanico scientifico per il fatto che le sue mire sono essenzialmente pratiche: è una farmacopea cioè una lista descrittiva di droghe. I trattati non sono tutti uguali. In essi le informazioni che vengono date ed il modo in cui vengono date possono variare: dove raccogliere le piante, come farlo e quando; le piante sono descritte e ne vengono spiegati l’uso e la preparazione, la somministrazione e le controindicazioni. Molti sono gli studiosi che se ne sono occupati, e la letteratura in merito si è sviluppata oramai da una cinquantina di anni, pur mancando ancora una analisi sistematica di tutti i manoscritti esistenti, lavoro di dimensioni ciclopiche che alcuni studiosi hanno iniziato a fare.
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