Abbiamo già visto come il tempo e le stagioni influenzino i tre Dosha (Vata, Pita, Kapa). L’estate è dominata da PITA, il fuoco, quindi può succedere che esso vada fuori equilibrio. Anche il cibo è sotto il dominio dei Dosha: il suo assorbimento verrà influenzato da noi stessi, e i suoi Dosha influenzeranno noi stessi. L’Ayurveda vede l’assunzione del cibo come introduzione di energia positiva o negativa, capace di generare o di bruciare. Il cibo è Energia Divina, è come una divinità che ha il potere di conservare la vita delle creature. Quando si assume cibo non ci si limita ad introdurre energia, ma si prendono a prestito dall'universo ordine ed intelligenza, si entra in comunione con esso. Mangiare è quindi considerato un atto sacro da compiersi con rispetto. Per il principio fondamentale dell’Ayurveda , tutto in uno e uno in tutto, noi diventiamo ciò che mangiamo e ciò che pensiamo, e le due cose si influenzano a vicenda. Come il sole dà la vita e riscalda, anche il corpo umano possiede al suo interno un sole in miniatura che cuoce gli alimenti e li trasforma nei tessuti del corpo: AGNI. Il termine Agni significa letteralmente "fuoco" e da esso dipende la vita stessa. Può essere definito come il potere digestivo e metabolico del corpo, è il fuoco gastrico. Tale potere va salvaguardato, protetto con cura e studiato nei suoi aspetti. Se Agni è debole si producono tossine (Ama), con conseguente fermentazione e putrefazione dei cibi non digeriti, malattie endogene e squilibri nel corpo e nell'anima. Agni viene indebolito dagli errori dietetici e dagli stati psichici negativi come rabbia e tristezza. Bisogna mangiare correttamente, possibilmente con calma e tranquillità. Bisogna liberare la mente dalla menzogna, dall'ira e dalla collera, bisogna coltivare la quiete. È perciò molto importante conoscersi e convincersi che la nostra salute e la nostra armonia sono direttamente influenzati da ciò che mangiamo. Queste semplici regole andrebbero osservate sempre, ma soprattutto d’estate quando il tipo di cibo che assumiamo è essenziale per sopportare le ore più calde, governate da Pita. Questi si occupa della digestione attraverso gli enzimi, ma anche della “digestione“ delle idee, della regolazione ormonale, del sistema endocrino. Se è in eccesso si avrà sensazione di calore (corpo e mente) e desiderio di fresco, abbondante sudorazione, bruciori, carenza di forza e organi deboli, vertigini e svenimenti, sonnolenza, bruciori di stomaco, pelle delicata ed arrossata. A livello emozionale sarà più facile arrabbiarsi. Per bilanciare l’eccesso di calore di Pita andranno perciò scelti cibi freschi, frutta succosa, vegetali e cereali. Si potranno aggiungere ai cibi spezie rinfrescanti e digestive. Il gusto dolce, assunto con moderazione, darà la giusta energia, mentre bisognerà prestare attenzione a non abusare del piccante che aumenta il fuoco di Pita. Naturalmente bisognerà bere molto, ma non bevande ghiacciate che bloccherebbero la digestione. Anche le nostre abitudini dovrebbero cambiare leggermente. Se in primavera è importante la purificazione, la preparazione all’estate richiede di eliminare le cellule morte dalla nostra pelle con un trattamento simile al peelig, a base di erbe. Viso e corpo sono pronti per l’esposizione al sole, dopo il quale e necessario applicare sempre una crema nutriente e rinfrescante per prevenire l’invecchiamento cellulare. Per dissipare il troppo caldo accumulato, può essere utile un massaggio leggero con oli rinfrescanti e applicazioni di olio medicato sul capo per riportare la temperatura corporea alla normalità.
Dolce (madhura): Si trova in: zuccheri, carboidrati, oli, grassi, aminoacidi. Forma i tessuti, può bloccare i condotti e i canali, essendo freddo smorza il fuoco gastrico. In eccesso porta malattie Kapa (obesità, diabete, cattiva circolazione, indigestione, congestioni respiratorie). A livello emotivo dà soddisfazione, ma in eccesso causa pigrizia, compiacenza, ghiottoneria, insoddisfazione.
Aspro (amla): Si trova in: frutta e vegetali acidi (acido ascorbico), nell’alcol (acido ossalico), in prodotti fermentati e caseari (acido lattico), nelle proteine (aminoacidi), nei grassi (acidi grassi). Rafforza Agni e quindi è controindicato per tutti i disturbi Pita (gastriti, ulcere, infiammazioni, ecc.). Stimola appetito e digestione, aumenta l’eliminazione delle sostanze di rifiuto e riduce gli spasmi.
È associato a invidia, gelosia, insoddisfazioni. È opposto al dolce.
Salato (lavana): Si trova in forma concentrata nel salgemma e nel sale marino, in forma diluita i tutti i cibi provenienti dal mare, nella frutta e verdura (sali minerali). Favorisce la digestione, l’appetito, l’equilibrio elettrolitico e l’eliminazione delle scorie. Aumenta la gioia di vivere e diminuisce paura ed ansia. In eccesso causa infiammazioni, gonfiori, ritenzione idrica, rughe, invecchiamento precoce. A livello emotivo porta edonismo, desideri insaziabili, rabbia per l’impossibilità di continuare a godere del piacere fisico.
Pungente (katu): Si trova nelle spezie. Ha la funzione di stimolare le secrezioni e gli enzimi digestivi, di aumentare l’appetito ed il metabolismo. È adatto ai trattamenti anti Kapa, come cattiva circolazione, obesità, tosse, congestione delle vie respiratorie, inoltre aiuta l’eliminazione delle scorie attraverso la pelle. In eccesso causa o aumenta dolori, bruciori, sete, impotenza, svenimenti, debilitazione e tutti i disturbi Pita. Mentalmente porta estroversione, bisogno di stimoli, aumenta irritabilità e rabbia.
Amaro (tikta): Si trova nelle verdure amare (tarassaco e indivia), erbe amare (genziana) e radici amare (curcuma). Se assunto regolarmente purifica ed asciuga le secrezioni, tonifica e rinsalda i tessuti. Utile in caso di mancanza di appetito, problemi digestivi, febbre, irritazioni del fegato e della pelle. In eccesso crea disturbi Vata come: perdita di peso, irritazioni ai nervi, pelle secca e screpolata, mancanza di secrezioni. Emotivamente dà insoddisfazione, consapevolezza del bisogno di cambiamenti, riduce rabbia e compiacenza, in eccesso può dare ostinazione, frustrazione, afflizione, insicurezza.
Astringente (kashaya): Si trova in elementi che contengono tannini, in cortecce e resine, in erbe e verdure astringenti come legumi, patate ed erba medica, nel miele grezzo. In piccole quantità riduce le secrezioni, rinsalda e purifica i tessuti. In eccesso asciuga troppo le secrezioni e i tessuti causando costipazione, sete, tremori, formicolii. Emotivamente, se in eccesso, porta introversione, senso di separazione, paura ed ansia.