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Pagina 1 di 2 di Cristiana Simoni (tratto da BioGuida n. 10 Autunno 2005)
Il significato di Varma (o Marma) è “segreto”. Sono i punti vitali, si trovano in tutto il corpo ed hanno un’importanza particolare sia nella vita quotidiana sia nei trattamenti. Un punto Varma danneggiato può portare alla morte, è importante peraltro evitare questi punti nella pratica chirurgica. Un Varma è un punto concentrato di Prana in presenza di alcune strutture anatomiche (muscolo, osso, canali del sangue, articolazioni, ecc.). Sono collegati da canali, detti Nadi, che in genere scorrono in profondità, ma affiorano occasionalmente sulla superficie della pelle. In questi punti si costituisce un "Varma", cioè un'area di bassa resistenza della pelle con una presenza concentrata di Prana. Intervenendo su questi punti è possibile modificare e quindi regolare il flusso del Prana nel corpo, migliorando la salute fisica, mentale ed emozionale della persona trattata. L’Ayurveda afferma che ci sono 72.000 punti Varma nel corpo umano, I 7 principali punti energetici sono situati lungo la colonna vertebrale e sono i Chakra, poi ce ne sono altri 120 secondari e 107 letali. Gli altri non vengono classificati perché di minore importanza. Sushruta (medico Ayurvedico del 600 a.C. il cui testo è giunto fino ai giorni nostri) descrive accuratamente questi punti, la loro localizzazione, la loro grandezza ed il grado di pericolosità nel caso subiscano un trauma. Infatti i medici dovevano studiarli e tenerli in considerazione in caso di intervento chirurgico o quando un paziente si feriva. Se ciò avveniva nell'area di un Varma, poteva provocare l'invalidità o la morte, immediata, lenta o tardiva. Erano ben conosciuti anche dai guerrieri che li proteggevano accuratamente, e si servivano di questa conoscenza per colpire e vincere l’avversario. La conoscenza dei 107 considerati letali era interdetta a tutti, a parte alcuni studenti che, dopo un lungo tirocinio, avevano dimostrato di avere maturità, buon carattere e determinazione a non abusare del sistema, né di insegnarlo ad altri. Vengono classificati secondo la localizzazione, la loro grandezza, il tessuto di cui sono composti, o secondo il grado di pericolosità, qualora fossero lesi.
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