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Spiritualitą dell'Abitare PDF Stampa E-mail


L’idea
Non sempre i nomi rendono ragione alla ricchezza di ciò che significano. “Bio-edilizia” non sfugge a questa legge: essa è infatti è qualcosa di più che la semplice combinazione di biologia ed edilizia e nemmeno è una branca elitaria e pionieristica della scienza che insegna a costruire edifici. Il nome composto non deve trarre in inganno, non si tratta infatti di congiungere meccanicamente due discipline estranee, ma invece di mostrare quali aspetti vitali esse abbiano in comune. Al centro della Bio-edilizia c’è però l’uomo, quello con la “u” maiuscola, colui che ogni giorno vive e lavora, dorme e veglia, si ammala e si cura. Al centro di questa disciplina c’è semplicemente la vita in ogni suo aspetto, ciò che ne fà in un certo senso la disciplina più antica del mondo. Le case progettate e/o costruite secondo questo orientamento ricordano, non casualmente, le prime abitazioni di cui si è dotato l’uomo. Nella globalità delle sue funzioni psicofisiche la persona è un insieme infinito di impulsi, bisogni, potenzialità: i colori ed i suoni partecipano attivamente allo svolgimento della nostra vita, di quella lavorativa non meno che di quella privata, e nessuno strumento può essere considerato neutrale in senso assoluto: dal momento che ogni mutamento nell’equilibrio precedente, sia esso prodotto da interventi macroscopici (costruzione di ponti e autostrade) che microscopici (per esempio l’installazione di un elettrodomestico o l’uso di un detersivo) può comportare conseguenze negative per la nostra salute.

La realtà
Tre sono i punti attorno a cui ruota questo nuovo/antico approcio alla casa: finalizzare l’architettura alla vita e al benessere umani grazie a una concomitante valorizzazione della vita animale e vegetale; edificare le abitazioni in luoghi compatibili con la qualità ecologica dell’ambiente, evitando l’effetto paradossale di costruire alla mattina quello che alla sera andrà demolito; progettare e realizzare secondo un criterio di vantaggio globale, non più solo economico e strumentale, ma fondalmentalmente volto a coniugare l’ambito della razionalità funzionale (utilità) con la sfera emotiva (gioco). Questi tre “vincoli” corrispondono ad altrettanti principi generali: l’Uomo è parte della Natura; l’Uomo è dotato di bisogni e di finalità proprie; l’Ambiente è il risultato dell’interpretazione che l’Uomo stesso fornisce dei due principi precedenti. Infatti, se ogni intervento umano modifica la situazione preesistente, alterandone la composizione originaria (equilibri biologici, paesaggio, assetti e disposizione delle risorse naturali), non meno certamente la nuova disposizione di elementi (casa nell’Ambiente, abitante nella casa) concorre a determinare la qualità della nostra vita. Vediamo di chiarire con alcuni esempi questa circostanza. Il sole e gli astri emettono radiazioni cosmiche già intuite dalla scuola pitagorica, che diede loro il nome di armonie celesti; la terra stessa, è noto, emana un particolare genere di irradiazioni, dette onde telleruche. L’armonia tra onde cosmiche e onde telluriche è alla radice dell’equilibrio vitale in ogni essere vivente, vegetale e animale.



 
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