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Spiritualitą dell'Abitare |
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Pagina 1 di 3 di Maurizio Pelos (tratto da BioGuida n.5 Estate 2004)
Partiamo dal piccolo e dal quotidiano per migliorare il mondo…
(San Francesco D’Assisi)
Il problema
L’applicazione di sofisticate tecnologie industriali alla costruzione delle nostre case ha prodotto effetti non sempre benefici per la nostra vita. I materiali di costruzione, cementi e calci, sono trattati con additivi di sintesi e ceneri (radioattive) che ne accelerano e ne stabilizzano la solidificazione; le intercapedini interne ai muri sono arricchite con agglomerati espansi che isolano l’edificio proteggendolo dalla basse temperature; le nostre pavimentazioni sono incollate al sottofondo con sostanze nocive; i pavimenti in plastica cedono sostanze volatili dannose al sistema respiratorio. In generale, la chimica delle vernici altera la fisiologia della pelle, e i polmoni vengono ulteriormente danneggiati dallo smog e dai gas di combustione domestica. La luce al neon e quella solare filtrata da vetri di cattiva qualità e proiettata su pareticolorate in modo disarmonico possono danneggiare la vista, alterare l’umore e il ritmo sonno-veglia. Insonnia, crisi d’asma, allergie comppongono il frammentario elenco delle patologie indotte o favorite da una errata soluzione abitativa. L’elenco potrebbe estendersi fino a comprendere l’intero ambito dei cosidetti “silenti”, che si manifestano in modo indiretto e solo dopo un certo tempo, quando le loro conseguenze, in molti casi appaiono irreversibili. Se la bio - edilizia individua nell’ingegneria e nella chimica tradizionale una fase critica bisognosa di una radicale revisione, riconosce d’altra parte nella medicina olistica, nell’ecologia, e più in generale nell’antropologia, l’orizzonte interdisciplinare entro cui collocare la propria specifica proposta.
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