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Intervista con il diavolo (della casa) PDF Stampa E-mail

di Maurizio Pelos (tratto da BioGuida n.7 Inverno 2004/2005)

 

...Bisogna avere ancora un caos dentro di sè
per generare una stella danzante.
“Così parlò Zarathustra” F. Nietzsche


Cementi armati, reti elettrosaldate, intonaci premiscelati, pitture antimuffe, serramenti in alluminio e PVC, pavimenti laminati, materassi a molle e in lattice... Abbiamo davvero migliorato la qualità e la vivibilità delle nostre case e la qualità della nostra vita? Anche se tutto è più veloce da mettere in opera e più economico, si è certamente meno sani, continuamente afflitti da mal di testa, insonnia, disturbi nervosi e psichici, allergie, gastriti, coliti e nuove malattie croniche e degenerative, spesso causate dall’ambiente che ci circonda. Vi siete mai chiesti perché nelle vecchie case il raccordo tra le pareti e i soffitti sono sempre “arrotondati” (in gergo tecnico “le guscie”)? Probabilmente perché i muratori di allora non erano in grado di fare spigoli diritti, oppure perché le “guscie” venivano realizzate passando una bottiglia bagnata con moto rotatorio sull’intonaco e, conoscendo le abitudini degli operai, ciò giustificava la presenza di una bottiglia in cantiere piena di vino al mattino e vuota alla sera? Niente di tutto questo! La ragione è tecnica: sappiamo che l’aria calda tende a salire verso l’alto e, quando raggiunge il soffitto, si sposta ai lati della stanza per lasciare spazio ad altre particelle di aria calda; in presenza di una “guscia” arrotondata le particelle trovano aiuto nello spostamento creando micro-vortici che impediscono la formazione di sacche di aria calda/umida con conseguenti formazioni di condense e muffe, tipiche in prossimità di angoli retti (“angoli morti”). E’ incredibile come si siano potute perdere queste conoscenze basilari sull’arte del costruire… Anzi, è diabolico! E chissà quante “diavolerie” esistono nell’edilizia. Forse per rendersi conto del “malessere” che alberga nelle nostre case, sarebbe meglio chiedere al Diavolo in persona di raccontarci come sia riuscito a convincere gli uomini ad anteporre il profitto al proprio benessere…

- Buongiorno, lei è...
Il Diavolo della casa, e questi sono i miei collaboratori: geometri, periti, ingegneri, architetti, costruttori, oltre ai chimici, fisici, medici, ricercatori e... politici. E lei, chi è?

- Maurizio Pelos, geometra “pentito” che si occupa di Bioedilizia e Feng Shui.
Ah! Un altro illuso che crede di sanare il mondo! Finchè ci saremo noi Diavoli a minare il benessere, non riuscirete nel vostro intento! Come vede annoveriamo fior fiore di tecnici, preparati e convinti tra i nostri aiutanti e, in questi laboratori, verifichiamo la nocività dei prodotti e delle soluzioni impiegate nell’edilizia.

- Vedo laboratori attrezzati...
Certamente, qui viene impiegata la più alta tecnologia di ricerca. Questo ad esempio è il reparto cementi. Come lei sa, il cemento è il re dei materiali. Bene, grazie ai nostri collaboratori, legislatori in testa, siamo riusciti a soppiantare nel tempo l’utilizzo della calce, legante eterno, antibatterico per eccellenza, eccezionale antimuffa, ottimo regolatore dell’igronomia (assorbe l’umidità degli ambienti e la rilascia gradatamente), con questo prodottino: il cemento.

- Certo ma, a parte la rigidità e la freddezza, il cemento è un materiale di provenienza naturale...
Il cemento bianco lo è, ma si rapprende troppo presto e bisogna lavorarlo subito. Poi, essendo puro, è anche un pò caro, per cui lo misceliamo con ceneri che ne ritardano la presa e facilitano la sua lavorazione.

- Mi scusi signor Diavolo, ma quali ceneri usate?
Lei è un gran curioso... comunque usiamo le ceneri di scarto delle lavorazioni di altiforni.

- Ma queste ceneri non possono presentare tracce di radioattività?
Certo!

- Ma in un edificio si usano centinaia o migliaia di chilogrammi di cemento!
Appunto. In un edificio costruito con malte di cemento per fare calcestruzzi, fissare mattoni e intonaci, la percentuale di radioattività è ben superiore che all’esterno dello stesso! Ma continuiamo il nostro giro informativo e lasciamo i nostri tecnici del cemento al loro prezioso lavoro… Questo è il reparto cementi armati (già il nome è una garanzia di malessere! ) . I nostri ingegneri sono i migliori del campo: qui si progettano e si calcolano le strutture metalliche di grattacieli o di casette. Il ferro permette costruzioni mastodontiche, colossali, gigantesche! Permette all’uomo di dimostrare il suo potere…

- Però è anche un materiale freddo ed estremamente rigido, con cui costruire e progettare vere e proprie “gabbie”.
Si, gabbie, in cui intrappolare gli uomini. Dove si esclude che possa penetrare il campo elettrico naturale, benefico per gli abitanti e, contemporaneamente, si impedisce a quello artificiale nocivo per l’uomo (elettrico, elettromagnetico e statico), di uscire. Dove la perturbazione magnetica raggiunge il suo massimo e a cui il corpo umano è molto sensibile, a causa della presenza di ferro nel sangue e particelle con cariche magnetiche. Inoltre, queste magnifiche gabbie, in presenza di un forte calore, si sciolgono perdendo la loro capacità di sostegno e afflosciandosi su se stesse…

- Lo trovo sconvolgente!
No, è tutto perfettamente normale, di routine. Come in quest’altro laboratorio: reparto mattoni.

- Non mi dica che riuscite a manipolare anche i mattoni? E’ argilla naturale!
C’e’ argilla ed argilla. Deve sapere che l’argilla contiene acqua, che può trattenere e veicolare forme di radioattività molto pericolose, quali il gas radon ad esempio. Chiaramente non ci curiamo di verificarne la presenza. Le misceliamo con prodotti sintetici quali polistiroli per creare piccole sacche d’aria e migliorarne le caratteristiche termiche.

- Cuocendo questo impasto di argilla e polistirolo non si creano pericolose combustioni inquinanti? Non si potrebbero usare altri materiali non tossici che, in fase di cottura, non ammorbino l’aria?
Uffa! Certo che si potrebbero usare altri materiali! Scaglie di legno, ad esempio, e qualcuno già lo fa (pochi per fortuna), ma il loro costo è più alto e, fintanto che non ci sarà una legge che ne impedisce l’uso, noi useremo i prodotti tossici, facilmente reperibili e a buon prezzo. Anzi, a volte, proprio chi li deve smaltire ci paga per “occultarli”… Come ad esempio succede nel reparto cartongessi.

- Cartongesso: cellulosa, gesso, acqua...!
Ingenuo, illuso! Nel cartongesso possiamo mescolare tutto ciò che dobbiamo nascondere, ci può far risparmiare e magari guadagnare qualche soldo. Le fibre di asbesto, ad esempio: l’amianto tritato e mescolato con gesso e cartone può servire alla bisogna.

- Non mi dica che riciclate fibre di amianto per costruire pannelli di cartongesso!?!
Ora non più, però lo abbiamo fatto in passato.

- Comincio a sentirmi male...
E’ normale: i nostri reparti sono costruiti come le vostre case. Non vuole continuare il giro “turistico” degli altri reparti: pitture, collanti, impianti elettrici, arredi...

- Forse un’altra volta, per il momento ho molte cose su cui ragionare. La saluto signor Diavolo…!


Bibliografia:
“La cucina del diavolo - Sai cosa mangi” di Gunther Schwab, Macro Edizioni.




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