... nel feng shui c’è qualcosa di magico, qualcosa di divino e che non si può imparare dai libri... (“Un indovino mi disse” - Tiziano Terzani)
Feng Shui non è una parola magica ma il nome di un’antica tecnica cinese di progettare ambienti armoniosi in perfetta sintonia con la natura, in cui vivere e lavorare in salute e che porta benessere, felicita’ e successo a chi la segue. Letteralmente in cinese Feng signica “vento” e Shui “acqua”. Il vento e l’acqua sono due delle più importanti forme di energia presenti sulla terra. Sono quelle che maggiormente hanno contribuito a modellarne l’aspetto, creando montagne e colline, scavando valli e levigando le pianure. Una leggera brezza rinfresca l’aria, trasporta il polline dei fiori, asciuga i panni messi a stendere. Un vento forte, la bora, un tornado, sradica gli alberi, scoperchia le case. La pioggia bagna i boschi, le piante; un fiume irriga, consente di trasportare, navigare; un bicchiere d’acqua disseta. Un nubifragio innonda, sommerge; una mareggiata, un maremoto sgretolano le coste, ditruggono quello che vi é cresciuto sopra. Il vento e l’acqua ... elementi positivi generatori di vita, ma anche elementi negativi portatori di distruzione. Feng Shui vuol dunque dire “le forze della natura” e l’esperto di Feng Shui è colui che, conoscendo gli elementi fondamentali di cui il mondo è fatto, sa giudicare l’influenza di uno sull’altro e di come queste forze siano generatrici di un flusso di energia vitale che gli antichi cinesi denominavano “Ch’i”. Il Feng Shui basa la sua teoria sull’idea che tutto ciò che compone un ambiente (persone, oggetti, atmosfera) è abitato da questa energia vitale chiamata Ch’i. Se questa energia viene bloccata, comincia un processo di declino che investe i più svariati aspetti della vita, mentre, al contrario, il successo e il benessere possono essere raggiunti rafforzando l’energia Ch’i. Orientamento, forme, materiali concorrono a “catturare” e a “incanalare” il Ch’i. Ma, alle origini del Feng Shui, arte che ha almeno tremila anni, c’è il culto dei defunti. Per tutti i popoli antichi, e i cinesi tra questi, dal benessere dei morti e quindi dal loro umore dipendevano le sorti dei viventi. Per questo, particolare cura veniva posta nella realizzazione di tombe e cimiteri, verificando attentamente il loro orientamento, la posizione, luminosità e forma, in modo che l’energia potesse circolare liberamente e nutrire i defunti. Solo in seguito l’arte di abitare bene passò dal mondo dei morti a quello dei vivi. Se il Feng Shui era ritenuto valido per le tombe, a maggior ragione doveva esserlo anche per le case. Tutto dovrebbe essere scelto con cura: la forma della casa, la sua collocazione, l’orientamento delle stanze e perfino l’arredamento. Gli antichi conoscevano quasi istintivamente questa arte e non c’era tempio, citta’, reggia in Oriente, che non venisse eretto nel rispetto dell’armonia e dell’equilibrio tra cielo e terra. L’intervento umano, però ha modificato questo equilibrio, orientando in maniera errata ponti, strade e costruendo edifici troppo alti. Lo scopo del Feng Shui è di creare nuovamente l’equilibrio in questo sistema sistemando ad arte fossati, alberi, piante, specchi e altri oggetti, oppure con giochi di colori e piccole modifiche. La lettura di un manuale di Feng Shui potrà sembrare estremamente ermetica a noi occidentali ma per i cinesi, attenti osservatori della natura, tutto viene trasformato in simbolo da decodificare. Cime, valli e fiumi sono impersonati da una serie di animali, come draghi, tigri, cani, tartarughe e uccelli. Invece le energie positive o negative del luogo vengono identificate con spiriti e demoni.
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