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La Cromopuntura PDF Stampa E-mail

di Fiorenza Bidoli (tratto da BioGuida n. 8 Primavera 2005)

 

 

 

Spesso si tende a minimizzare o comunque a non dare il dovuto peso all’impatto emotivo delle esperienze verificatesi nella prima infanzia e nell’adolescenza, come se la vita “seria” cominciasse solo da un certo punto. Di fatto le conflittualità irrisolte, le emozioni non espresse, rimangono dentro di noi come orme silenziose, fino al momento in cui lo “spazio” comincia a farsi stretto, la scomodità e l’abbandono in cui queste sono state relegate non più accettato, e allora tutti questi “personaggi dimenticati” decidono di riemergere: talvolta sotto forma di piccoli fastidi chiamati: insonnia, gastrite, stanchezza; altre volte con accenti più pesanti che richiedono un intervento medico e forse un cambiamento della nostra stessa vita. Fino a poco tempo fa, la medicina ufficiale pensava che non vi fosse alcun legame tra spirito e corpo, e i due aspetti venivano di conseguenza trattati con approcci e tempi diversi; nell’ottica naturalista invece, si parte dal presupposto che il corpo rappresenti il campo di proiezione dei disturbi del sistema umano, il che significa che ogni malattia non è vista come un’affezione del solo corpo ma anche e ancor più, come un segnale d’allarme della disarmonia esistente tra spirito e anima. Significa inoltre che i sentimenti e le emozioni sono direttamente correlati al nostro equilibrio corporeo, e che l’assenza della gioia, come risultato finale, non va attribuito a fattori e mancanze esterne, ma può e “deve” essere agita dall’interno della nostra esistenza.



 
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