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L’ombra della Luce PDF Stampa E-mail

Al-Nûr, la luce, è essenzialmente identica ad Al-Rûh, lo spirito. Il Corano dice: ”Dio è la luce dei cieli e della terra. La sua luce è come una nicchia in un muro in cui si trova una lampada; e la lampada è in un vetro ed il vetro è come una stella brillante. Essa è accesa con l’olio di un albero benedetto, un olivo che non è d’oriente né di occidente; e quest’olio è acceso e lo splendore della sua luce brilla senza che vi sia stato messo il fuoco. È luce su luce. Dio guida verso la sua luce che egli vuole”. L’Antico Testamento parla del giorno e della luce come creazioni di Dio. Nel libro dei Salmi la luce rappresenta la vita, la salvezza,la felicità accordata da Dio, che è esso stesso la luce. Anche la legge di Dio è una luce sul cammino degli uomini, così come la sua parola. Dal Vangelo secondo San Giovanni: ”In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio. Tutte le cose furono fatte per mezzo di lui, e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini; e la luce risplende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno accolta”- mi piace meditare, per questo, sulla traduzione in friulano dell’ultimo versetto, squisitamente onomatopeico: ”E la lûs e fâs lûs tal scûr ma il scûr nol à rivât a cjapâle”. Per tutti quindi la luce è alla base della vita, per cui il rapporto giorno-notte e l’alternarsi delle stagioni è fondamentale per l’uomo, anche se nel tempo qualcosa è cambiato. L’uomo primitivo ha vissuto in modo passivo l’alternanza di luce e tenebre , sino alla conquista del fuoco, quando il freddo e la notte non trascendevano più il suo controllo. Oggi, nelle nostre case e negli ambienti di lavoro, possiamo ricreare qualunque clima si desideri e persino scegliere la luce che vogliamo, con la lunghezza d’onda a noi congeniale. Non è però salubre discostarsi troppo dalla natura, in ogni ora ed in tutte le stagioni, poiché siamo geneticamente conformati dall’eredità del tempo nel quale l’uomo ha vissuto in simbiosi con l’ambiente ed il suo ritmo di luce rossa e blu. Durante l’estate la forte quantità di luce rossa fa sì che l’energia termica penetri nel terreno come nel nostro corpo. La linfa vitale corre veloce nelle piante, per far nascere e maturare i frutti. Il lavoro nei campi si fa sempre più frenetico fino allo stivaggio del raccolto per far fronte al lungo e freddo inverno. L’energia termica, penetrando in profondità nei tessuti, prepara i muscoli allo sforzo fisico, dona ottimismo, desiderio di lavorare e di comunicare e stimola alla ricerca di un compagno, con un aumento della libido. In inverno tutto è invece predisposto per donarci un lungo periodo di riposo. Mentre la natura protegge i semi, ben riparati dalla terra e dalla neve, la luce ricca di blu e le lunghe notti fanno sì che il cuore pulsi più lentamente, rallentano la circolazione e persino il battito delle palpebre è meno frequente. L’energia del blu, meno penetrante ma più potente del rosso, non stimola all’azione, ma al pensiero, alla rielaborazione dell’esperienza estiva. L’indaco poi, il colore della notte, purifica dalle tensioni emozionali, invita alla meditazione e lascia libera la mente di separarsi dal corpo per incontrare l’infinito. Il blu e l’indaco, i colori della saggezza e della verità delle anime dopo la morte, ci lavano come acqua dello spirito. Durante le notti invernali, grazie all’abbondanza di radiazioni di questi colori, possiamo con facilità avvicinarci in forma speculativa alla trascendenza. Sarebbe bene trascorrere lunghe sere accanto al fuoco narrando esperienze passate, leggende e miti di ogni cultura e religione. Secondo la tradizione nel camino va messo un ciocco di quercia, sul quale si sistema altra legna per farlo consumare lentamente nei dodici giorni tra la vigilia di Natale e l’ Epifania, simboli dei mesi dell’anno; diffonderà così luce e calore come il sole che, a partire dal solstizio d’inverno, darà energia alla terra per tutto l’anno. Pur tralasciando la descrizione dei mille riti e tradizioni ,collegati al simbolo della luce, che circondano questo periodo dell’anno di un particolare fascino, dalla festa di Santa Lucia all’albero di Natale sino ai fuochi d’artificio e al “pignarul”, è importante comprendere che, per assimilare in pieno il significato della “luce d’inverno”, occorre che la nostra vita segua un ritmo più naturale, più consono alle vere necessità del corpo e dello spirito, perché questa stagione, buia e fredda, possa tenere al caldo quel seme che è in noi e che nascerà e si svilupperà con il raggio rosso dell’estate. Per questo teniamo per noi un tempo particolare, invernale, nel quale poter meditare, riflettere e, chi crede, pregare: ci accorgeremo così della potenza energetica del raggio blu della “luce d’inverno”.




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