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Pagina 1 di 2 di Giorgio Benedetti e Gianluigi Pol (tratto da BioGuida n.9 Estate 2005)
L’autore del libro “Messaggi dall’acqua” , Masaru Emoto, ha avuto l’ispirazione che si potessero fotografare i cristalli nascosti nell’acqua congelata dopo l’incontro con l’americano Lee H. Lorenzen e i suoi studi sulla “microclustered water”. Un’ altra grande intuizione è stata quella proveniente da un libro in cui, da una serie di fotografie di fiocchi di neve, si giungeva ad affermare come non si fosse mai riusciti a trovarne due completamente identici. Da qui l’idea: fotografare l’acqua dopo averla congelata e cristallizzata, in modo da studiarne il comportamento. Con un microscopio montato su una macchina fotografica, Emoto decise di iniziare gli esperimenti: le ricerche durarono diverse settimane e, con molta pazienza, fu possibile riuscire a fotografare il primo cristallo d’acqua. La prima serie delle sue fotografie proveniva da acque presenti in natura: fiumi, laghi, sorgenti e ghiacciai, raccolte da lui stesso e da amici in giro per il mondo. Alcune formavano bellissime strutture geometriche, simili ai fiocchi di neve; altre creavano forme non armoniche e persino brutte.
Quale acqua preferireste trovare in natura e nel vostro bicchiere ?
Entusiasmato dal fatto che l’acqua sembrava veramente mostrare nella sua struttura la differenza fra acqua buona, non inquinata, ed acqua oppressa da sostanze chimiche e maltrattata dall’uomo, Masaru Emoto si mise a fotografare le acque di acquedotti di tutto il mondo. Nelle grandi città, dove l’acqua è fortemente carica di sostanze chimiche provenienti da detersivi, saponi, cosmetici, scarichi industriali, non si formano bei cristalli ma strutture amorfe che comunicano la mancanza di chiarezza e bellezza presenti invece in acque incontaminate. Chiunque può “sentire” il malessere di queste acque fotografate nelle città di Londra, Parigi, Roma, Milano, Tokyo e molti altri luoghi con accumulo di inquinamento e stress psicofisico.
Immagine di acqua
dell'acquedotto di Londra
E’ interessante poi notare come l’acqua di rubinetto di Buenos Aires e di altre grandi città sudamericane, pure ad alto grado di inquinamento chimico, riesca a formare comunque cristalli abbastanza armonici: sembra che lo stress e l’umore degli abitanti possano influenzare la cristallizzazione dell’acqua ben più delle sostanze tossiche presenti in essa.
Acqua della
sorgente Sanbu-Ichi
L’acqua ama ascoltare la musica?
Attraverso il lavoro geniale di Masaru Emoto, l’acqua ci offre un’occasione di riflessione per accettare e capire che, secondo la fisica quantistica, in natura tutto è oscillazione ed informazione. In base alla vibrazione e alle informazioni ricevute, l’acqua ci mostra una bella forma geometrica oppure un obbrobrio. Per approfondire lo studio di questo effetto, Emoto ha avuto l’ispirazione di fare ascoltare all’acqua della musica per poi studiarne la reazione. Con l’acqua distillata che, in fotografia, appare come un esagono semplice senza diramazioni (cioè priva di informazioni memorizzate), ha riempito un flaconcino posto tra due altoparlanti che riproducevano vari brani musicali. Quindi congelata e fotografata secondo il processo usuale. Facile immaginare la soddisfazione e la gioia quando il team del dott. Emoto sviluppò le prime fotografie: ogni goccia d’acqua rispose “individualmente” alla musica ascoltata, ponendosi sempre in correlazione alle vibrazioni ed alle informazioni musicali ricevute.
Acqua sottposta all' "ascolto"
delle “Variazioni Goldberg” di J.S. Bach
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