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Introduzione alla Cromopuntura
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Quando si parla del colore si parla della luce, e la luce è il paradosso nella fisica. La domanda che ci si pone è: cos’è la luce? Alcune ricerche hanno dimostrato che la luce è costituita da particelle atomiche, altre hanno stabilito che la luce è un movimento ondulatorio. La fisica attuale è arrivata ad un compromesso: la luce è tutte e due le cose, quello che noi consideriamo luce è di base il movimento ondulatorio delle particelle, quindi la luce è sia onde che particelle. Il professor A.F. Popp, esponente di spicco nelle nuove tendenze della scienza moderna, ha studiato e studia attualmente i movimenti biologici della luce. A seguito di esperimenti effettuati, ha potuto stabilire che le particelle si scambiano tra loro informazioni attraverso uno scambio di luce. Nei sistemi biologici ciò significa che le cellule comunicano tra loro attraverso la luce e, di conseguenza, la luce, nel suo sistema biologico, ha un ruolo di informazione. Queste radiazioni di luce molto deboli sono paragonabili alla luce emessa da una candela accesa posta a venti chilometri dall’osservatore: i biofotoni. Isaac Newton ha studiato la luce e, attraverso un’esperimento a tutti noto, ha affermato che la luce “bianca” è suddivisa nei colori dell’arcobaleno. Ogni colore ha una frequenza di onda elettromagnetica propria. L’informazione trasmessa con il colore, per esempio attraverso i meridiani della medicina cinese, serve per trasmettere ad un organo la frequenza specifica di quel proprio organo, in modo da farlo vibrare alla sua stessa frequenza. Se si deve portare un’informazione con i colori all’interno di un organismo, si ha bisogno di un “conduttore” e, sicuramente, il piu’ conosciuto allo scopo è l’agopuntura, i cui punti sono per loro stessa definizione “correnti informative” dall’interno verso l’esterno del corpo e viceversa. Ancora, è importante menzionare Peter Mandel, naturopata tedesco padre della “Medicina Esegetica” che, oltre ai punti dell’agopuntura cinese, usa i punti della medicinaindiana , i punti dello studio del prof. Calligaris ed altri da lui stesso individuati (il lavoro del prof. Calligaris, pioniere nel campo della neuropsichiatria, docente di neuropatologia e ricerche psicosomatiche, è uno dei protocolli della sezione “ricerca & sviluppo” condotto presso il Centro Italiano di Cromopuntura, di cui si approfondirà in seguito).
Un ruolo importante nella cromopuntura è poi la “Teoria dei Colori” di W. Goethe. Il grande scrittore tedesco affronta “le particolarità dei diversi effetti dei colori sugli occhi e sull’animo”, giungendo ad inidicare i colori fondamentali: • rosso • giallo • blu Questi colori, disposti ai vertici di un triangolo equilatero, formano il “triangolo dei colori puri”.
Mescolando in parti uguali due di questi, otterremo i “colori secondari di primo ordine”: • rosso + giallo = arancione • giallo + blu = verde • blu + rosso = viola Se questi colori si collegano fra loro si otterrà un secondo triangolo equilatero che interseca il primo. Da cio’ si forma il “cerchio cromatico a sei punti”. I colori posti uno di fronte all’altro si definiscono “complementari”:
• rosso verde • viola giallo • arancione blu E’ interessante notare che, miscelando in parti uguali un colore ed il suo complementare, si ottiene il grigio. Se tracciamo una linea retta che congiunga il rosso e il verde, troveremo i colori caldi a destra e quelli freddi a sinistra. Definiamo a questo punto la cromopuntura “una terapia olistica che ha come scopo il riequilibrio energetico di base che ha originato un sintomo, attraverso un’irradiazione di luce di un determinato colore su zone puntiformi determinate”. Se uno degli aspetti più importanti della medicina cinese è il principio dello yin e dello yang e, quando uno dei due domina l’altro si ha l’origine della malattia (mentre il concetto di salute si ha con il loro equilibrio), la cromopuntura è proprio regolazione tra yin e yang: ci sono infatti 3 colori yin e 3 colori yang e fondamentale in cromopuntura è proprio l’uso dei colori complementari. |
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di Carlo Fiore (tatto da BioGuida n.16 Primavera 2007)













