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Introduzione all' Omotossicologia | Introduzione all' Omotossicologia |
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Secondo il Dott. Reckeweg, la malattia è da interpretare come la risultante dell'interazione tra noxa patogena, ossia la sostanza tossica che agisce in modo dannoso sull’organismo, fattori ambientali e soprattutto reattività dell’organismo: "Le malattie sono l'espressione della lotta dell'organismo contro le tossine, al fine di neutralizzarle ed espellerle; ovvero sono l' espressione della lotta che l'organismo compie naturalmente per compensare i danni provocati irreversibilmente dalle tossine”. Reckeweg si rese conto che la malattia non è altro che l’effetto del mettersi in moto del sistema immunitario per combattere ed espellere i veleni che inquinano i tessuti. Nel momento in cui l’organismo si trova con un eccesso di tossine (alimentazione errata, intolleranze, molti conservanti presenti negli alimenti, assunzione di medicinali come vaccini, cortisonici, antibiotici, chemioterapici, stress, inquinanti ambientali, ecc.) si attiva per la loro espulsione: tramite la pelle (eczema, herpes, eccessiva sudorazione, ecc.), il sistema respiratorio (rinite, sinusite, ecc.), l’apparato gastro-intestinale (diarrea, ecc.), i reni e il fegato (cistite, calcolosi, cirrosi, ecc.). Con i farmaci omotossicologici si cerca di stimolare la capacità di auto guarigione del paziente attraverso il ripristino delle sue funzioni metaboliche, enzimatiche, immunologiche, emuntoriali, giungendo alla definitiva eliminazione del carico tossico responsabile del quadro morboso, in altre parole alla vera guarigione. Viceversa, i farmaci di sintesi, usati in medicina convenzionale, agiscono per lo più sopprimendo i sintomi e conducono a un “radicamento” della malattia nell'organismo, al blocco della sua capacità reattiva o alla cronicizzazione della malattia stessa. Partendo da queste considerazioni, il Dott. Reckeweg osservò e descrisse un fenomeno di grande interesse: la “vicariazione”, vale a dire lo spostamento della malattia da un tessuto all'altro, da un organo all'altro. La vicariazione può avere una prognosi favorevole (in questo caso è detta regressiva e corrisponde al processo di guarigione naturale) o, viceversa, sfavorevole (in questo caso è detta progressiva e coincide, per esempio, con il processo di cronicizzazione). Con la terapia omotossicologica si cerca di indurre la cosiddetta vicariazione regressiva, vale a dire lo spostamento della malattia da organi più nobili e profondi verso organi o sistemi deputati all'escrezione delle tossine. Il Dott. Reckeweg concepì un quadro sinottico, Grazie all'Omotossicologia oggi abbiamo a disposizione un metodo di cura non convenzionale di tipo biologico che fa ricorso a una farmacologia omeopatica moderna, utilizzando farmaci omeopatici derivati sia dall’omeopatia classica sia da acquisizioni più recenti, con delle solide basi di sperimentazione clinica. Sono a disposizione del medico e del paziente farmaci di alta qualità in tutte le diverse forme di somministrazione, che danno la possibilità di intervenire anche nelle malattie degenerative e possono dare risultati molto veloci anche nelle patologie acute, rappresentando “una sintesi perfetta fra antico e moderno, fra tradizione e avanguardia”. |
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