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Pagina 1 di 3 di Elena Rojac (tratto da BioGuida n.3 Inverno 03/04)
L’influenza dell’elettromagnetismo nella quotidianità
Col termine Elettrosmog ci riferiamo all’eccesso di campi elettromagnetici prodotti artificialmente dall’uomo che si sommano al campo di origine naturale, ossia di fondo: quale componente geomagnetica, radiazione elettromagnetica a radio-frequenze e microonde generate dall’emissione del sole e dalle galassie. Un qualsiasi campo e.m. si può considerare come un pacchetto di energia che si propaga nello spazio in forma di onda e.m. L’energia di ogni pacchetto è direttamente proporzionale alla frequenza dell’onda.
A seconda della loro energia le onde elettromagnetiche si possono classificare in radiazioni ionizzanti e radiazioni non ionizzanti. Le NIR (radiazioni non ionizzanti) che rappresentano quella parte dello spettro in cui l’energia è troppo bassa per rompere i legami atomici, comprendono gli ultravioletti, la luce visibile, gli IR (radiazioni ionizzanti), campi di radio frequenze e micro onde, gli ELF (frequenze a bassa emissione) e i campi elettrici e magnetici statici. Grazie a questo eccesso di radiazioni creiamo l’alterazione delle condizioni biologiche sugli esseri umani animali e vegetali. Poiché all’interno di tutti gli organismi viventi esistono campi e correnti elettriche di natura endogena che hanno una funzione basilare sui meccanismi biologici a controllo fisiologico.
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