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Curarsi con la Luce PDF Stampa E-mail

di Enzo Ziglio (tratto da BioGuida n.1 Primavera/Estate 2003)

 


Tutti siamo convinti di sapere cos’è la luce e la consideriamo una cosa scontata, salvo quando all’improvviso ci viene a mancare e, al buio, andiamo a sbattere il naso. Nella vita di tutti i giorni, negli ambienti nei quali ci rinchiudiamo per la maggior parte della giornata, la luce naturale è praticamente sempre insufficiente e chi va a “sbattere il naso” è tutto il nostro corpo. Ma…partiamo dall’inizio. Cos’è la luce? Cercherò di spiegarlo dando il minimo di dati “tecnici”. La luce è costituita da onde elettromagnetiche fatte di fotoni, che viaggiano alla velocità di circa 300.000 Km al secondo, proprio la “velocità della luce”, oscillando ad una determinata lunghezza d’onda. I fotoni fanno parte delle onde elettromagnetiche, che possono avere lunghezze d’onda molto diverse, da lunghissime ad infinitamente piccole. Per luce si intende di solito la parte di onde elettromagnetiche visibile all’occhio umano, cioè quelle che hanno una lunghezza d’onda compresa tra circa 380 e 760 nanometri. Un nanometro è un miliardesimo di metro, ossia 1x10-9 m. Ci riguardano da vicino anche le onde molto simili a quelle visibili: gli ultravioletti e gli infrarossi. Le onde elettromagnetiche dello spettro visibile sono trasformate, attraverso l’organo della vista, in colori, diversi secondo la lunghezza d’onda, che va dai 380-440 nm del viola, passando dall’indaco, blu, verde, giallo, arancio, ai 610-760 del rosso. Il bianco non deriva da una particolare lunghezza d’onda, ma dalla combinazione di fotoni con lunghezza d’onda diversa che colpiscono contemporaneamente la retina. Fotoni con lunghezza d’onda differente producono effetti diversi. Teniamo sempre presente che la luce non colpisce soltanto gli occhi, ma tutto il corpo, per cui avrà effetti maggiori meno barriere metteremo per “proteggerci”. Fin dall’antichità gli egizi ed i greci avevano studiato il potere preventivo e terapeutico della luce e si curavano con la fototerapia e la cromoterapia. La scienza di oggi, con molte più cognizioni, ha potuto approfondire il motivo per cui la luce è strettamente collegata ad ogni forma di vita e come contribuisce al benessere psico-fisico dell’uomo. Torniamo nell’ambiente cui siamo abituati: la nostra stanza di lavoro o di soggiorno. La luce artificiale è monotona, lo spettro di emissione è sempre lo stesso nell’arco della giornata: potremmo anche non accorgerci se è mattino o sera. Usciamo all’aperto: lo spettro di emissione del sole cambia con le ore della giornata e con le stagioni, stimolando quindi in modo diverso le funzioni endocrine e metaboliche. Se vivi la tua vita alla luce del sole, non ti serve continuare a leggere: probabilmente stai già bene. L’uomo è nato per vivere illuminato dal sole. È l’ambiente sbagliato nel quale viviamo, con la luce artificiale priva di ultravioletti e con molte frequenze distorte, che provoca diversi disturbi, fino a vere e proprie patologie: occorre trascorrere all’aperto più tempo possibile. Svariate sono le ricerche scientifiche degli ultimi anni sugli effetti dell’esposizione ai raggi solari, ma la divulgazione dei risultati è stata quanto meno “parziale”. Ovunque si è parlato e scritto soltanto di melanoma, invecchiamento precoce, cataratta e altri problemi dovuti ai raggi solari, al “buco nell’ozono”, alle macchie solari e a quant’altro si trovi in natura. Pur non mettendo certamente in dubbio l’onestà scientifica di questi divulgatori di paure, ritengo che occorra precisare con metodo più rigoroso i risultati delle ricerche svolte, poiché molti studi smentiscono i dati allarmistici e ne spiegano la causa. Il primo punto da prendere in considerazione è il campione, ossia il tipo di persone, preso in esame per la ricerca.



 
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