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Pagina 1 di 4 di Cristina Cuomo (tratto da BioGuida n.12 Primavera 2006)
Se i bioritmi sono dei parametri indispensabili per il nostro benessere psicofisico, la Nutripuntura è uno strumento efficace, e senza controindicazioni, per regolare la funzionalità degli orologi biologici e restituire forma e vitalità. I bioritmi, frutto dell’interazione tra le correnti elettromagnetiche che scorrono nei meridiani del corpo e le informazioni cosmotelluriche circolanti nell’ambiente esterno, scandiscono e coordinano tutte le funzioni organiche, attivandone la ritmicità, caratteristica di ogni forma di vita. Quest’interazione individuo-ambiente costituisce da molti anni il campo di ricerca della Nutripuntura, il cui obiettivo quello di ottimizzare i ritmi dell’organismo e la circolazione delle informazioni che regolano la comunicazione cellulare. Pur avendo basi e obiettivi comuni con l’agopuntura, la Nutripuntura si distingue per la sua originalità e utilizza, al posto degli aghi, mezzi meno invasivi e indolori. Si serve infatti di 38 Nutri, compresse a base di oligoelementi diversi, la cui sinergia attiva, proprio come gli aghi in agopuntura, la circolazione d’informazioni elettromagnetiche necessarie alla vita cellulare. Una volta masticate, le informazioni ologometalliche contenute nelle compresse, raggiungono selettivamente i circuiti dell’organismo più sollecitati o che presentano particolari squilibri, aumentandone così la vitalità, necessaria all’equilibrio dei bioritmi. Ma come funzionano i ritmi biologici? Quali sono i “segnali” che li attivano? I bioritmi hanno un’origine interna, sono cioè ereditari, ma in realtà sono modulati dall’ambiente e dai ritmi sociali. Recenti ricerche sulla fisiologia umana hanno messo in evidenza che i fattori ambientali avrebbero un ruolo determinante nei processi metabolici, addirittura superiore rispetto a quelli biologici e genetici. Infatti non è possibile valutare l’attività psicofisica di un’individuo senza prendere in considerazione l’ambiente che lo circonda e soprattutto la qualità e la quantità di stimoli che fornisce. In realtà tutte le forme viventi costruiscono il loro equilibrio in funzione della relazione che stabiliscono con spazio che le circonda. L’assetto neuro-ormonale, le funzioni ghiandolari e le esigenze nutrizionali di ogni individuo si modificano in funzione degli stimoli ambientali che determinano l’accrescimento o la diminuzione dell’attività di alcuni neurmediatori, considerati come le parole chiave del linguaggio cellulare.
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