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La gravidanza e i cinque sensi PDF Stampa E-mail
 
PRIMA TAPPA
Qualora la gravidanza sia una sorpresa, cioè quando non è stata programmata né desiderata profondamente, la donna può trovarsi di fronte ad una non-accettazione di questo stato, spesso inconscia, e confrontarsi con un “rigetto cellulare” dell’embrione, che si manifesterà fisicamente con le classiche nausee di cui molte donne soffrono durante i primi mesi di gestazione. Anche la paura può essere un fattore che blocca la naturale gioia che una donna può provare di fronte a questa notizia. Infatti se la futura madre non sente il gusto di procreare, l’utero non riceverà, attraverso il meridiano stomaco-milza/pancreas, le informazioni necessarie per gestire questa nuova situazione. Allo stesso tempo si può formulare l’ipotesi che un deficit gustativo potrebbe essere all’origine di diversi “errori” di annidamento, di inserimento (come “placenta previa”, “gravidanza extrauterina”, ecc.) che ancora oggi la medicina non sà realmente spiegare. Tuttavia i risultati osservati sul benessere di numerose donne che hanno utilizzato un sostegno specifico del senso del gusto durante le prime settimane di gravidanza, permettono di affermare che, stimolando il potenziale energetico dell’utero, si ottiene un notevole “confort psicofisico” evitando gli “effetti secondari” legati all’adattamento dell’organismo a questo nuovo stato.
 
SECONDA TAPPA
Questa tappa stimola il “dialogo cellulare” tra la madre e il bambino, che inizia precocemente, attraverso numerosi scambi, che rappresentano un vero e proprio linguaggio corporeo. Per affinare l’ascolto della donna, può risultare importante dinamizzare il circuito reni-vescica che governa l’udito e tutti gli scambi liquidi (e soprattutto la circolazione venosa), permettendole di essere più ricettiva ai segnali del feto e a quelli del suo corpo.
Questa tappa è molto importante in quanto la qualità della comunicazione che si instaura tra questi due esseri durante i nove mesi in cui vivono in simbiosi, determinerà la qualità della loro futura relazione, nonché le capacità comunicative del bambino. Per esempio diversi studi hanno mostrato che lo stress della madre accelera il ritmo di deglutizione del feto (il primo movimento/linguaggio che si osserva intorno alla dodicesima settimana della vita intrauterina) causando un cattivo sviluppo degli organi interni. Un’azione di ottimizzazione del meridiano dei reni e quello della vescica, oltre a migliorare la circolazione venosa, permette dunque alla donna di affinare il suo ascolto e la sua ricettività.
 
TERZA TAPPA
Attiva l’olfatto, alimentato dai meridiani dei polmoni e colon, che regolano gli scambi gassosi dell’organismo ma anche il potenziale intuitivo femminile e la sua sensibilità sessuata, che appare nella pubertà insieme al seno. Questi elementi fondamentali della femminilità devono attivarsi pienamente durante la gravidanza, affinché la donna non dimentichi mai che è e sarà sempre “una donna”, prima di essere anche una madre. Sostenendo il meridiano dei polmoni, iniseme a quello del colon, si ottimizza contemporaneamente la funzione respiratoria e l’ispirazione della donna, la sua intuizione femminile e tutta la sua sensibilità sessuata. La trasformazione del seno sarà vissuta dalla donna in modo diverso permettendole di integrare profondamente questa parte del suo corpo che alla nascita svolgerà un ruolo di primo piano nella relazione con il bambino.
 
QUARTA TAPPA
Questa tappa attiva la vista, in rapporto con la famiglia cuore-intestino tenue che governa lo sguardo che proiettiamo sulla realtà e su noi stessi. Questo sguardo che la donna porta sul suo corpo e sulle sue trasformazioni, se non è obiettivo, può ripercuotersi su molte funzioni collegate alla famiglia cuore-intestino tenue, come per esempio il metabolismo dei grassi.
 
QUINTA TAPPA
Quest’ultima tappa, sostenendo il tatto, permette alla donna di sentirsi bene nella propria pelle, di accettare la trasformazione del proprio perimetro e di percepire meglio la sua nuova silhouette. A livello psichico la consapevolezza di questa trasformazione favorisce una migliore elasticità della pelle e dei tessuti, fondamentale durante il parto. Seguita da un esperto, ogni donna potrà dunque personalizzare questo protocollo in funzione dei suoi bisogni particolari, della stagione e delle condizioni fisiche in cui si troverà durante la gravidanza. I suoi cinque sensi la guideranno allora nell’avventura della gestazione per vivere nove mesi nella pienezza e nella gioia di donare la vita, permettendole di fare un’esperienza consapevole del suo potenziale vitale e di gestirlo nel modo migliore. Anche per le donne che non hanno potuto portare avanti la gravidanza e hanno dovuto subire un aborto, può risultare efficace una “nutrizione” specifica dei meridiani più fragilizzati da tale sempre traumatico avvenimento, pur quando esistono mille ragioni per giustificarlo. Infatti, a livello cellulare, la memoria di quest’intervento lascia tracce indelebili che possono, anche dopo anni, determinare numerose tensioni psicofisiche (sensi di colpa, rimpianti, amarezza…), spesso a livello inconsapevole.



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