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La Via della Scienza: Nutripuntura
La gravidanza e i cinque sensi
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La Via della Scienza: Nutripuntura
La gravidanza e i cinque sensi | La gravidanza e i cinque sensi |
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Se ci vogliono nove mesi per "costruire" un bambino, una donna ha bisogno di tutta la sensibilità dei suoi cinque sensi per vivere e assaporare questo tempo che trasforma profondamente sia il suo corpo che la sua identità. Infatti quest’esperienza, ricchissima di informazioni (gustative, uditive, olfattive, visive, tattili e propriocettive), sollecita incessantemente le sue cellule e ogni meridiano dell’organismo per dar forma alla vita, offrirle un corpo dove annidarsi. Una vera e propria metamorfosi, che ha bisogno di molta energia e di tutta la sua sensibilità sensitiva per svolgersi armoniosamente. Consapevole di questo impegno, fisico e psichico, la nutripuntura (una versione occidentale dell’agopuntura che dinamizza le correnti vitali - meridiani - attraverso complessi di oligoelementi, classificati come complementi nutrizionali) ha messo a punto alcuni protocolli per accompagnare e sostenere la donna durante la gestazione e offrirle una percezione migliore del “dialogo cellulare” che si stabilisce, dal concepimento fino alla nascita, tra il suo corpo e quello del feto, permettendo anche di evitare fastidi quali nausee, stati di angoscia, stanchezza generale, pesantezza pelvica, stasi della circolazione venosa e così via.
NOVE MESI: 5 TAPPE FONDAMENTALI Come tutti i processi vitali, la gravidanza coinvolge i cinque sensi secondo un ordine prestabilito che sollecita inizialmente il gusto, alimentato dai meridiani stomaco-milza/pancreas. Oltre alla funzione gustativa, questo senso svolge un ruolo fondamentale nell’equilibrio psicofisico generale, regolando numerose funzioni tra cui l’inserimento in un luogo, o meglio in uno spazio, nonché la capacità di generare, di costruire e trasformare.
Le ricerche sulle informazioni veicolate dai diversi meridiani di agopuntura, hanno infatti messo in evidenza che la bocca, recettore principale del gusto, è in rapporto energetico con l’utero, luogo di nidazione per eccellenza, dove il feto è accolto perché possa nutrirsi, costruirsi e trasformarsi. |
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di Cristina Cuomo (tratto da BioGuida n.16 Primavera 2007)
