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Camminare: l'immunità in movimento PDF Stampa E-mail

di Cristina Cuomo (tratto da BioGuida n.10 Autunno 2005)

 

E se un movimento semplice come quello di camminare, che pratichiamo ogni giorno per muoversi nello spazio, permettesse all’organismo di modulare l’attività immunitaria? In realtà il movimento, che attiva soprattutto le fibre muscolari, sollecita anche i macrofagi, cellule-chiave della risposta immunitaria. Queste cellule, capaci di riconoscere e fagocitare gli agenti infettivi, si trovano, fra l’altro, nei fascia, una trama costituita di tessuto connettivo, una sorta di “ tela di ragno ” che collega la testa con i piedi, garantendo l’integrità anatomica del nostro corpo. Questa trama avvolge ogni muscolo, gli conferisce una certa autonomia d’azione unendolo alle diverse catene muscolari che costituiscono la struttura globale dell’organismo. Potremmo paragonare i fascia, 5 in tutto, ai tensori di una tenda, il cui ruolo principale è quello di costruire la nostra verticalità. Grazie al loro sviluppo e alla loro azione complementare, ogni bambino riesce a mettersi in piedi, posizione caratteristica della specie umana e base della bipedia. Camminare è un’attività fisica, spesso sottovalutata, che pratichiamo tutti, sportivi o sedentari, ogni giorno e per tutta la vita. Sebbene si cammini spesso in modo automatico, quest’attività ritmica implica movimenti complessi, che richiedono la partecipazione di numerose strutture organiche e un’enorme coordinazione. In effetti camminando si attivano moltissimi settori dell’organismo: il cervello, le ossa, i muscoli, le articolazioni, gli organi interni (polmoni, cuore…), i cinque sensi… e, perfino, attraverso i fascia, il sistema immunitario! In realtà camminare non è così semplice, ma richiede un apprendimento che dura circa 12 mesi. Osservando un neonato, è evidente che dovrà fare molti passaggi prima dei primi passi! Spontaneamente attraversa tappe transitorie, come strisciare o camminare a quattro zampe, che si concatenano in modo preciso, in funzione del ritmo della sua evoluzione motoria. Questa è legata alla maturazione del suo cervello (non ancora funzionale alla nascita), a quella dei fascia e al rodaggio delle sue articolazioni. Attraverso questo “rodaggio corporeo” il bambino sviluppa parallelamente anche la propria percezione, costruisce la sua postura e interiorizza lo schema corporeo.



 
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