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Tecniche per alleviare lo Stress PDF Stampa E-mail

di Cinzia Meschia (tratto da BioGuida n. 13 Estate 2006)

 

Tutti sanno cosa si provi quando si è sotto stress: logorio, tensione, irrequietezza, ansia, oppressione, stanchezza, senso di sfinimento ed altro ancora. Sensazioni che rendono la vita difficile, poiché i limiti della nostra resistenza sono messi a dura prova. Lo stress deriva da irritazioni, frustrazioni ed intolleranze che ci troviamo ad affrontare quotidianamente, poiché non riusciamo a trovare il “nostro modo” di adattamento agli eventi, quando le cose desiderate non avvengono e sembra non avverranno mai. Poiché siamo individualità uniche, l’evento disturbante e l’intensità di stress da questo causato, reale o immaginario che sia, differisce da persona a persona. Vi sono tuttavia alcuni schemi comuni di mutamento che si verificano nel sistema corpo-mente, quali l’aumento del ritmo cardiaco e della pressione sanguigna, variazioni del colore della pelle, confusione mentale, difficoltà di concentrazione, eccessi di pianto, sonno inquieto, paure immotivate, iperattività, letargia, depressione. Queste reazioni sono state studiate da Hans Selye, padre della ricerca sullo stress, che scoprì l’esistenza di un “processo comune” chiamato Sindrome Generale di Adattamento (S.G.A.) e dimostrò come essa si innesca non appena ci rendiamo conto di dover far fronte ad un cambiamento. Questa sindrome prevede 3 stadi di sviluppo: allerta, risposta, sopraffazione.

Stadio 1: allerta

Quando ci esponiamo a uno stress, il cervello segnala istantaneamente al corpo di immettere nel sangue ormoni da stress (principalmente adrenalina). Essi vengono secreti da apposite ghiandole e vengono trasportati in tutte le parti del corpo. Producono cambiamenti del metabolismo di cui i più rilevati sono: 1. la diminuzione della circolazione sanguigna nel tratto digerente e l’aumento dell’ irrorazione dei muscoli scheletrici. dove gli ormoni preparano ogni cellula a generare più energia 2. la diminuzione del rifornimento di sangue alla corteccia cerebrale (parte anteriore del cervello). Ciò chiude aree non essenziali del cervello ed "incanala" i nostri procedimenti di pensiero: ora siamo pronti per reagire! Se il motivo stressante è debole e il bisogno di risposta scarso, il procedimento si spegne dopo la fase iniziale e ritorniamo normali. Ma se il motivo stressante persiste o se il bisogno di reagire è forte, passiamo verso il secondo stadio della S.G.A..

Stadio 2: risposta

E’ chiamato anche "lotta e fuggi". In esso tentiamo di affrontare il motivo di stress e di proteggere il nostro benessere. Sia nella lotta che nella fuga il sangue continua ad essere deviato dalla corteccia cerebrale. Quest'area contiene l’intelletto, la facoltà di pensiero cosciente, ed è destinata a dirigere la soluzione dei nostri problemi complessi. Più siamo stressati, più quest'area viene “chiusa”. Centri più antichi e primitivi del cervello assumono il controllo. Qui le decisioni vengono prese inconsciamente basandosi sull'istinto. La sopravvivenza fisica diviene lo scopo primario. Fortunatamente, i motivi di stress di solito scompaiono da soli; in caso contrario dobbiamo fare qualcosa per liberarcene. Se il corpo riesce a reagire in modo efficace, si “bruceranno” gli ormoni da stress circolanti nella corrente sanguigna e si tornerà lentamente alle condizioni normali. Talvolta, però, gli sforzi per fronteggiare il cambiamento ci portano al limite delle forze. A questo punto si innesca un altro meccanismo protettivo, il terzo stadio dello stress.

Stadio 3: sopraffazione

Si diventa di cattivo umore, squilibrati, senza riuscire a pensare correttamente. Si è al limite delle capacità mentali. Lo stadio di sopraffazione ci smobilita. Il sangue viene ritirato dalle membra e inviato agli organi addominali, quindi il fegato, i polmoni ed i reni cominciano ad eliminare gli ormoni da stress. Con i muscoli meno irrorati di sangue, le gambe e le braccia cominciano a muoversi più faticosamente. Allo stesso tempo, cambiamenti di circolazione nel cervello continuano a ridurre le capacità mentali e a impedirci di reagire facilmente alle novità. Uno stadio forte di "sopraffazione" provoca un annebbiamento della mente, totale disattenzione e, persino, vertigini. A questo livello l'attività fisica esige uno sforzo maggiore. Si sperimenta la fatica che non viene cancellata dal sonno. Poiché nel ventre si è raccolto più sangue, si sviluppa spesso una sensazione di pesantezza da far desiderare di sedersi o sdraiarsi.



 
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