L’alimentazione troppo spesso viene ridotta semplicisticamente a un insieme di cibi introdotti nel nostro organismo. Si tratta invece di un concetto più complesso, che riguarda la nutrizione fisica, emotiva, mentale, spirituale. Si mangia per soddisfare il proprio bisogno di nutrimento a vari livelli e il cibo spesso funge da sostituto di svariati fattori: ad esempio per riempire un vuoto interiore, come sostituto del sesso, per scaricare ansia e aggressività, per dimostrare uno status sociale, ecc. In campo alimentare c’è una tale abbondanza di sistemi di credenze, stereotipi, interessi economici o lobby in gioco, che diventa difficile scegliere l’alimentazione più adeguata. E’ un tema controverso e ricco di contraddizioni: un’occhiata alle librerie, anche on-line, una lettura delle riviste che trattano di questo tema, o i seminari di una qualche arte per la salute e sembra che tutti abbiano la ricetta perfetta su come alimentarsi adeguatamente. Ciò che fa pensare è come ognuna di queste “ricette” sia estremamente diversa dall’altra, quando non opposta, eppure coloro i quali la propongono sono convinti che sia perfetta per tutti. Può capitare allora che, preso dall’entusiasmo, qualcuno veda la soluzione dei propri problemi alimentari e si lasci suggestionare da una dieta che si rivela fallimentare, se non dannosa. L’alimentazione giusta è quella che dà energia, fa sentire bene dentro e fuori. Spesso la mancata concentrazione o la scarsa efficienza, l’ansia, la depressione, le allergie, i problemi di pelle, le infiammazioni, i dolori, ecc. sono in relazione anche ad una alimentazione inadeguata. L’alimentazione adeguata è compatibile con la propria energia e aumenta le proprie risorse vitali. Quindi una buona alimentazione aiuta a liberare il proprio potenziale, permette di essere al massimo e di esprimersi al meglio su tutti i piani. L’alimentazione adeguata è strettamente personalizzata e ciò che è salutare per una persona può essere dannosa per un’altra: molto probabilmente non c’è una alimentazione buona per tutti. Tutte le alimentazioni possono avere validità ma nessuna può andare bene per tutti, perché ognuno di noi è un mondo a sé, con la sua storia, il suo vissuto, le sue emozioni. Oltretutto, in momenti diversi della propria vita, o della giornata, le esigenze alimentari possono cambiare. I cibi che fanno alzare da tavola leggeri, che fanno sentire sazi e pieni di energia per molte ore, che aumentano la capacità di essere attivi anche subito dopo mangiato, che fanno sentire sereni, sono i cibi adatti alla propria energia. Come trovarli? La prima regola sull’alimentazione è il proprio sentire. Ciascuno dovrebbe ascoltarsi di più e capire cosa c’è da perfezionare nel proprio modo di nutrirsi e adottare delle regole basate sull’autoeducazione e l’autoresponsabilità. Molte persone tuttavia hanno perso una simile abilità e il suggerimento rimane, per forza di cose, improduttivo. Spesso, ad esempio, si pensa di avere bisogno di un alimento stimolante per digerire bene o avere più energia. In quel momento il corpo forse sta chiedendo acqua, o di riposare un attimo. Il risultato è che a volte si assume un cibo pensando che dia energia, invece la toglie o produce compensazione costringendo il corpo a un ulteriore adattamento. Per stabilire l’effettivo beneficio di un alimento dobbiamo essere ben consapevoli delle reazioni del nostro corpo, conoscerci bene e rispettare le esigenze del nostro organismo. Quando proviamo un forte desiderio per un certo alimento, dobbiamo distinguere se il corpo ha davvero bisogno di quel cibo, o se invece è una compensazione (bisogno di attenzioni, di nutrimento affettivo, bisogno di gratificazione, ecc.). In tal caso l’assunzione del cibo può dare un apparente benessere momentaneo, che poi si trasforma in insoddisfazione. Se la persona è in equilibrio, riconosce il cibo di cui ha veramente bisogno per il proprio benessere. Non è un errore alimentare sporadico quello che strema l’energia e la capacità di recupero del corpo. Sono le decine di errori commessi tutti i giorni. L’organismo fa di tutto per adeguarsi alle nostre azioni, col minimo dispendio di energia e la massima efficienza possibile, per garantire la sopravvivenza. Tutte le azioni che il corpo intraprende sono per il massimo beneficio e il minimo stress. Se si avverte disagio, vuol dire che il corpo non ha più le risorse o le energie sufficienti per sopperire alle richieste. In questi casi, è utile intervenire aiutandoci con vari metodi per riattivare le nostre risorse innate.
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