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di Francesco Giordano
Il trombettista Rick Braun è una delle figure più importanti in assoluto della scena contemporary jazz internazionale. Produttore e arrangiatore di successo, esordisce come solista nel 1993 dopo un paio d’esperienze con gli Auracle, formazione jazz-fusion costituita ai tempi del conservatorio. Il tour con Sade del ’94, una serie di album di assoluto rilievo e numerosi riconoscimenti internazionali lo consacrano come una delle figure di riferimento del settore. L’esperanto era una lingua creata nel 19° secolo per facilitare la comunicazione fra genti di diverse culture e razze: il nuovo lavoro del trombettista della Pensilvania traduce perfettamente in musica il significato di questa parola. In “Esperanto” infatti troviamo elementi di jazz, funk, elettronica, soul, assemblati e amalgamati con particolare cura ed eleganza. Basta ascoltare il funk spumeggiante della iniziale “Green tomatoes”, la fusion pregna di hip-hop della solare “Santa Rosa”, l’elegante smooth jazz della romantica “To Manhattan with love”, o la delicatezza che affiora nella conclusiva “Mother’s day” introspettiva e struggente al tempo stesso. Lunghissima la lista dei nomi che hanno accompagnato Braun in “Esperanto”, dai tastieristi Jeff Lorber, Mitch Forman e Ricky Peterson ai chitarristi Paul Jackson Jr., Norman Brown e Tony Maiden, solo per citare alcune dei nomi che rappresentano assieme allo stesso Braun il meglio del contemporary jazz di matrice americana.
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