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di Francesco Giordano
Gary Burton, maestro non solo del vibrafono ma dell’intero mondo del jazz, Gary Burton scopritore di talenti (John Scofield, Pat Metheny, Larry Coryell fra i chitarristi): quando si ha a che fare con questo grande musicista non si trovano mai gli aggettivi sufficienti per definirne l’arte. Nell’ultimo “Generations”, Burton offre un jazz morbido e raffinato alla cui riuscita danno un ottimo apporto il tastierista Makoto Ozone (altra scoperta del grande vibrafonista, a suo tempo studente dello stesso Burton) con il suo trio composto da James Genus al basso e Clarence Penn alla batteria, e l’ ‘enfante prodige’ Julian Lage, chitarrista e compositore di appena 16 anni che è a dir poco sorprendente. Tre brani sono a firma dello stesso giovanissimo chitarrista, uno di questi, “Early”, si ispira al tango, stile venerato dagli stessi Burton e Ozone, e qui il cerchio si chiude in una logica musicale che riconduce tutti i musicisti verso il grande maestro. Fusion, jazz solare, perfetto interplay fra i musicisti, caratterizzano questa incisione che costituisce una nuova perla della preziosa collana di Gary Burton.
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