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Andy Narell "The Passage" |
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di Francesco Giordano
Chiunque ritenga che i metallofoni (steel drums) siano uno strumento percussivo utilizzato esclusivamente nella musica caraibica o dei Nativi d’America, non conosce Andy Narell, il più rappresentativo interprete di questo strumento, che nella sua musica fa confluire una grande eterogeneità di elementi. Il cinquantenne Andy Narell, cresciuto a New York e laureato a Berkeley, è stato fra i primi musicisti ‘occidentali’ a interessarsi dei metallofoni e in generale degli strumenti delle ‘steel band’ di Trinidad. Accusato spesso ingiustamente di virtuosismo, ha in realtà creato uno stile inconfondibile che unisce la gioia e la freschezza musicale dei Caraibi con elementi colti del jazz in una fusione musicale particolarmente luminosa anche nell’ultimo “The Passage”. Realizzato con l’apporto della band francese Calypsoasociation, “The passage” annovera alcuni ospiti di grande prestigio cone Micheal Brecker, icona del jazz moderno, Paquito d’Rivera, nome fra i più conosciuti in ambito latin jazz, e Hugh Masekela, una delle figure del jazz africano di maggior peso. Nell’album ascoltiamo 7 composizioni sempre molto accese e vibranti nelle quali lo smooth jazz si colora di tinte latine che invitano al ballo e al movimento.
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