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The Manhattan Transfer "Vibrate" |
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di Francesco Giordano
A oltre 30 anni dal loro debutto i Manhattan Transfer continuano a essere la formazione vocale di riferimento nel mondo del jazz e del pop. Nati nel 1969 attorno alla figura di Tim Hauser sono oggi i maggiori esponenti della tecnica del vocalese, l’arte di utilizzare la voce come un autentico strumento musicale. Il nuovo “Vibrate” è un album eclettico come la stessa formazione conferma. Infatti il disco sviluppa la maggior parte se non tutti gli aspetti musicali affrontati durante la prestigiosa carriera dal quartetto: dal jazz al pop latino attraverso tutte le varianti e le sfumature. La brillante “Walkin’ in New York” di Brenda Russell inaugura le 11 tracce del disco, seguono due cover di Rufus Wainwright (“Greek Song” e “Vibrate”) riadattate con piglio hawaiano la prima e da tango spagnolo la seconda. I due omaggi al ‘padre’ del vocalese Jon Hendricks “The new Juju man (Tutu)” e “Doodlin’”, confermano lo stato di grazia della formazione: in particolare nella prima, la voce di Cheryl Bentyne si sostituisce a quella che nell’originale era la tromba di Miles Davis mentre Tim Hauser, Janis Siegel e Alan Paul fondono le loro voci in un perfetto accompagnamento. Nel disco c’è ancora spazio per Gershwin e la coppia Vinicius – Jobim, oltre a una serie di interpretazioni raffinate e sempre ad altissimo livello.
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