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Jamie Cullum “Twenty Something” PDF Stampa E-mail

di Francesco Giordano

Jamie Cullum, ventitre anni inglese, è già alla ribalta internazionale pur essendo soltanto al suo secondo album. Qualcuno lo ha paragonato a Harry Connick Jr o ha visto in lui l’alter ego maschile di Norah Jones, sta di fatto che questo cantante e pianista dal tocco buono e dalla voce che piace, riesce a fare con disinvoltura un po’ il crooner e un po’ la popstar. Da piccolo si avvicina alla musica avviato dal fratello maggiore e scopre ben presto la passione per il jazz. Dopo l’incontro con il noto produttore Alan Bates arriva il primo album “Pointless Nostalgic”, al quale fa seguito il contratto con la Universal e questo nuovo “Twenty Something”, ottimo collage di standards e brani a firma dello stesso Cullum. In questo lavoro apprezziamo una serie di ballad confezionate elegantemente in trio, quartetto e gruppo, con un supporto orchestrale presente in più di una esecuzione: “What a difference a day made”, “Singin’ In The Rain” , la porteriana “I get a kick of you”, scritte più di 70 anni fa rivivono in modo brillante al fianco di successi di Jeff Buckley, Jimi Hendrix, e brani a firma dello stesso giovane pianista e cantante. C’è anche la rielaborazione di “Blame it on my youth” in trio, che rende l’ascolto del CD un succedersi di atmosfere anche diverse, con la voce di Cullum a dare la continuità del nostalgico mood che ispira questo giovane interprete e autore.




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