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Quindi con la radioestesia si sono considerati altri fattori nella combinazione alimentare: freschezza, tipo e modalità di conservazione, grado di maturazione e presenza o meno di sostanze che facilitano le trasformazioni biochimiche (vitamine). Si possono distinguere, all’interno del “campo sottile” , due tipologie di energia da alimento:
1. la pietanza presenta una bassa lunghezza d’onda, quindi con un apporto energetico nullo come nel caso degli alimenti fermentati o scadenti
2. l’alimento presenta una notevole emanazione della banda InfraRosso in cui l’apporto energetico è notevole come nelle vitamine.
Mentre le prime sono energie sottili dannose per l’uomo, favorendone l’insorgenza delle malattie, le seconde sono energie vitali che si contraddistinguono per la presenza di calore (infatti rientrano nella banda IR). Il calore, in genere, è sempre sinonimo di vita. Tutte le reazioni chimiche che avvengono nella materia sono sempre accompagnate da calore che ne ravviva le funzioni vitali, per contro, le sottrazioni di calore (o raffreddamento) inibiscono le attività fisiologiche. Quindi ricercare il calore all’interno di un alimento significa individuarne la radiovitalità. Il potere degli alimenti non dipende solo dalla presenza di sostanze riconosciute indispensabili alla salute ma principalmente dalle interazioni di queste che sono sinonimo di vitalità. Quindi, in ultima analisi, bisogna sempre ricercare che dentro alla pietanza ci sia la presenza di quelle sostanze che attivano le reazioni chimiche dell’alimento-digestione e che contribuiscono a creare irradiazioni nell’IR e nel Visibile. Queste sostanze instabili con forte potere catalizzante sono le vitamine: misurare il potere vitaminico di un alimento equivale a misurarne la sua radiovitalita’. Perché l’uomo deve essere attento nella scelta dei cibi con maggiore radiovitalità? Perché gli alimenti ricchi d’energia aiutano l’organismo a riportarsi ai suoi livelli (di campo tachionico ed elettromagnetico) di salute. Si tratta di un passaggio di energia dall’alimento all’organismo debilitato per riportarsi alla pari della pietanza. Al contrario l’assunzione di cibi poveri di radiovitalità depaupera l’organismo della propria radiazione interna che serve, invece, per caricare l’alimento e portarlo alla pari dell’energia del corpo fisico. Se l’energia del corpo è elevata gli eventuali agenti patogeni, in un organismo debilitato, non possono attivarsi con una lunghezza d’onda maggiore alle proprie. Se per cause diverse l’organismo irradia le stesse lunghezze d’onda degli agenti patogeni, per un fenomeno di risonanza, allora questi ultimi si attivano originando possibili malattie… quindi non ci rimane che scegliere cibi ad altissima radiovitalità: con una abbondante presenza di vitamine.
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