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La Speziera delle Baccanti PDF Stampa E-mail

di Manuela Zippo (tratto da BioGuida n. 11 Inverno 2005/2006)

 

Erbe e spezie in ogni parte del mondo e in ogni epoca storica sono state utilizzate per insaporire cibi, per profumare, per riti religiosi, nella medicina come nella magia ed è proprio in quest’ultima disciplina che ogni popolo ha prodotto innumerevoli e a volte stucchevoli “filtri d’amore” atti a rinvigorire le umane passioni, come anche a sollecitare gli spiriti più morigerati. Come sostiene Isabel Allende nel suo libro “Afrodita”, le piante sono afrodisiaci sottili e, come nell’amore, agiscono senza schiamazzi, con discrezione e alla lunga distanza ed esattamente come in genere succede in amore, le più comuni e modeste sono anche le più preziose. Erbe e spezie afrodisiache sono incluse nella disciplina medica dell’Ayurveda. Queste erbe solitamente mirano al “risveglio “del corpo. Spesso sono prescritte per curare problemi di sterilità, impotenza, eiaculazione precoce e frigidità, ma anche, e da non trascurare a mio avviso, per aumentare il piacere sessuale e la virilità. Il Kấmasữtra,il più antico trattato indù sull'erotismo e sull'arte di vivere e non sulle posizioni nel rapporto sessuale,, tratta nel capitolo “Aupamishadika” oltre alla conoscenza dei medicamenti e tonici, l'arte della seduzione e di come attrarre gli altri a sè e cita diverse ricette dove gli ingredienti come il latte, la liquirizia, lo zucchero ed il miele hanno un ruolo importante assieme ad altre erbe più esotiche nell’aumentare il vigore sessuale. Ma non è necessario allontanarci dalle nostre tradizioni per trovare un minestrone di erbe e spezie che tanto hanno da insegnare nell’arte dell’amore. Chi l’avrebbe mai detto che l’umile sedano, Apium graveolens, fosse una pianta tanto nobile da essere consacrata alla Grande Madre perché collegata sia alla sfera erotica che a quella funebre? Ce lo ricorda Plutarco. La sua radice, mangiata cruda era considerata un potente afrodisiaco. Castore Durante consigliava il seme alle donne perché le rendeva “più pronte alle cose veneree”. Il gambo appeso alla testata del letto avrebbe riportato armonia e desiderio erotico nelle coppie disamorate e sessualmente initiepidite. Alcuni testi importanti della scienza medica medievale come il “Theatrum Sanitatis” scritto tra il 1052-1063, poi completato nel xv sec. o il “Tesoro della Sanità” del Durante citano ad esempio della cipolla come “giova alle angine se strofinato sulla gola. Il succo sfregato sulle calvizie fa ricrescere i capelli… facilitano il coito”, “accresce la virtù genitale, il che più vigoroso fa il seme”, mentre dell’anice “il suo seme emenda il puzzor della bocca e fa buon fiato”, (da prendere in seria considerazione visto che, tra i peggiori nemici dell’erotismo, spicca l’alito cattivo), “espelle le ventosità, provoca la secrezione lattea e suscita libidine”. La stessa cipolla veniva bandita dalle tavole dei pitagorici perché, all’opposto di tutte le altre piante, cresceva quando la luna era calante ed eccitava la sensualità; credenza espressa così da Marziale: “quando hai moglie vecchia e membro molle non ti resta che mangiar cipolle”.
Secondo la teoria delle segnature proposta da un allievo di Paracelso nella quale si afferma che la forma, il colore o il gusto di una pianta sono i segni analogici posti dalla natura per farne comprendere le peculiarità, l’asparago, Asparagus officinalis è un vero e proprio simbolo fallico. Il germoglio che si forma in primavera detto turione ha forma cilindrica con la parte superiore più grossa, sicchè rammenta il pene in erezione, pertanto veniva prescritto nel Cinquecento come afrodisiaco. Se quest’estate, voi donne, siete andate per i campi e avete raccolto la betonica, siete proprio fortunate perché potreste preparare una ottima pozione per il vostro uomo. In un manoscritto anonimo della Carnia (Friuli Venezia-Giulia) si legge: “a far lussuriar oltremodo togli Betonica (Stachys officinalis) pistala e forma 2 once di succo. Bevilo con acqua, con vino o con latte caldi. Questa pozione fa continuare la lussuria, in tanto che usandone a bevere spesso, sempre sarai gagliardo in quel fatto”. Quasi tutte le spezie sono riconosciute come afrodisiaci, sia per il loro potere ossidante, riscaldante o semplicemente perché la loro forma ricorda i genitali. Tra queste il cardamomo usato in alcuni riti tantrici simboleggia la Yoni, i genitali femminili. La cannella, i chiodi di garofano, la curcuma, il pepe, la noce moscata, lo zenzero , lo zafferano possono essere usate a piacere per confezionare dei veri e propri filtri d’amore e allora vi invito nelle fredde serate d’inverno a testare con il vostro partner le seguenti ricette che se non provocano quel tanto decantato fuoco della carne almeno vi concede il gusto di giocare assieme. Qualche ricetta da preparare rigorosamente nudi o, al massimo, coprendosi con un ciuffetto di prezzemolo…

Capelli di Baccante:

Ingredienti:1 sedano verde, con le foglie 1 piccolo porro 1 cucchiaio di scaglie di pecorino stagionato 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva pepe nero e sale q.b. Dividere il sedano a gambi e lavarlo con cura. Tagliare le foglie a strisce sottilissime, e i gambi a fettine sottili. Lavare accuratamente il porro (compresa la parte verde) e tagliarlo a rondelle sottilissime. Mettere le verdure in un'insalatiera, condirle con l'olio, il sale e il pepe e mescolare. Cospargere con le scaglie di pecorino e servire.

Sinfonia al peperoncino:

Ingredienti: 3 cipolle di media grandezza, 3 pomodori, peperoncino in scaglie, 2 ciuffi di coriandolo fresco, sale, pepe, olio, aceto. Tagliare le cipolle a fettine sottilissime e lasciarle ammorbidire in acqua calda e aceto per mezz'ora. Quindi scolarle e asciugarle con della carta assorbente. Tagliare i pomodori a pezzettini e aggiungere la cipolla spolverando il tutto con peperoncino, sale, pepe e olio. Decorare con il coriandolo…

Macedonia intrigante:

Ingredienti: 2 banane 2 arance,1 pera,1 fico, 2 cucchiai di miele di acacia, 1/2 cucchiaino di zenzero fresco, 1 cucchiaio di cannella in polvere 3 frutti di cardamomo 3 grani di pepe rosa. Estrarre dai frutti di cardamomo i piccoli semi scuri e polverizzarli nel mortaio insieme al pepe. Mescolare tutte le spezie con il miele. Tagliare la frutta a pezzetti e disporla nel piatto da portata irrorarla con la salsa di miele e spezie.

Bibliografia:
“Afrodita Racconti, ricette e altri afrodisiaci”, I. Allende, ed. Feltrinelli.
“Florario”, A. Cattabiani, ed. Mondatori.
“Hortus conclusus, giadirni terapeutici e piante officinali”, A. Lugli E. Bizzarri, ed. Planta Medica.
“Erboristeria e medicina popolare, erbe selvatiche in cucina” D. Molfetta, ed. Chiandetti.
“Il manuale della Ayurveda” M. Paltrinieri, ed. KeyBook.




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