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Fresco Aroma di Cardamomo |
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di Manuela Zippo (tratto da BioGuida n. 9 Estate 2005)
Quale altra spezia riesce a dare immediatamente la sensazione di freschezza e allo stesso tempo di calore avvolgente? Il suo profumo è floreale. Ricorda i chiodi di garofano, il pepe, il pimento ma possiede anche note fresche e resinose. Il consumo immediato è semplice. Aprendo il baccello che non pone grosse resistenze ci si ritrova con dei piccoli semi rossobruni in mano: non resta che portarli alla bocca ed ecco che sprigionano tutta la loro forza rinfrescante dolce-amara. La sonnolenza tipica compagna di un pomeriggio di agosto sparisce e i pensieri si fanno nitidi. La stanchezza si allontana, la mente è vigile e ritorna la voglia di agire. Elettaria cardamomum, questo è il suo nome latino appartenente alla famiglia delle zingiberacee, è un arbusto che cresce selvatico nelle foreste tropicali delle montagne dell’India. Viene coltivato nello Sri Lanka, in Tailandia e nell’America Centrale ma il migliore cardamomo viene dalle foreste pluviali del Malabar. Può arrivare ai due metri di altezza. Assomiglia al giglio e ha infiorescenze azzurre con punte gialle. La spezia consiste nei semi racchiusi nelle capsule verdi o biancastre a seconda della lavorazione e rigate da sottilissimi solchi. Ogni capsula è divisa in tre logge contenenti ciascuna 5 o 6 semi bruni dall’odore e dal sapore fortemente aromatici. Il cardamomo fiorisce da aprile a maggio, mentre le capsule si maturano da agosto a febbraio. In India viene raccolto dalle donne rigorosamente a mano perché i cespugli crescono vicini tanto da non permettere a nessuna macchina di entrarci. E’ una delle spezie più antiche e più apprezzate del mondo, la più cara dopo lo zafferano e la vaniglia. Il primo documento in cui è menzionata è il “Papiro di Ebers” scoperto in Egitto e risalente al 1550 a. C. Citato nello Jayurveda veniva usato in India contro l’obesità, le affezioni urinarie, le emorroidi e l’itterizia. I Greci e Romani lo usavano in profumeria e pare che le donne egizie bruciassero cardamomo ed esponessero poi il corpo al suo fumo benefico e fragrante. Ne “Le Mille e una Notte” vengono elencate le sue proprietà afrodisiache. In antichità veniva confuso con il pepe tanto che Teofrasto e Dioscoride si riferiscono ad una spezia che chiamano “amòmom” che non è chiaro che si identifichi con cardamomo o pepe. Anche Mattioli fa notare che dai Greci e i Romani veniva definito il “pepe d’India”. Galeno definì questo seme “odorifero come il nasturzio, ma di questo meno caldo”. Oggi il cardamomo trova impiego in India come ingrediente di numerosi curry, largamente usato nei dolci e in diverse bevande. In Europa settentrionale viene utilizzato per aromatizzare pane e dolci. In Italia viene usato nell’industria liquoristica in particolare nella preparazione degli amari. Ma i maggiori consumatori di cardamomo sono gli arabi. Essi ritengono che il cardamomo “rinfreschi il sangue” e lo utilizzano per fare il qahwa. Esso è un caffè molto forte e viene offerto all’ospite servito con una caffettiera d’ottone munita di un lungo becco. Si pestano i chicchi di caffè con baccelli di cardamomo. Solitamente le proporzioni sono di 60-70 parti di cardamomo e 40-30 di caffè. Si aggiunge il tutto all’acqua calda e si bolle per due minuti. Si filtra e si serve caldo, nero e con zucchero. Ottimo per l’alito cattivo, digestivo lo si consuma anche semplicemente masticandone alcuni semi. Aumenta la concentrazione e la memoria. Lo si può utilizzare quotidianamente con un bicchiere di latte pestandovi dentro uno o due baccelli e facendo sciogliere un cucchiaino di miele.
GELATO AL CARDAMOMO:
16 capsule di cardamomo verde intere
250 ml di latte intero
350 ml di panna
4 rossi d’uovo
75 g di zucchero a velo
Pestate 10 capsule di cardamomo, scaldatele con il latte e metà della panna fin quasi al punto di ebollizione per due minuti. Lasciate raffreddare per 10 minuti. Togliete i semi di cardamomo dalle rimanenti capsule e pestateli. Sbattete i rossi d’uovo con lo zucchero. Filtrate il latte e aggiungetelo all’uovo e zucchero. Sbattete bene il tutto e scaldate fino a che comincia ad addensarsi. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Montate l’altra metà della panna, aggiungetevi i semi di cardamomo pestati e versateli nel composto raffreddato di latte e uovo. Mettete nel freezer per due ore. Tiratelo fuori e frullatelo. Rimettetelo in freezer per tutta la notte o almeno per 12 ore.
PUT PORRI’ LEGGERO, FRESCO:
50 g Carvi
50 g Cardamomo
50 g Finocchio
6 Gocce di Arancio Dolce
6 Gocce di Olio di Lemongrass
(la base può essere fatta di foglie di alloro sminuzzate o petali di rose secche)
Bibliografia:
“La via delle spezie” E. Riva; Ed. GVedizione
“Spezie” M.A.Webb; Ed. Idealibri
“Le Spezie” M.C. Salemi; Ed. Nardini
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