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Per un'etica della scelta PDF Stampa E-mail

La famiglia dei polifenoli comprende una serie di sostanze responsabili di attributi positivi che si riscontrano anche all’assaggio: l’amaro, il piccante, le notazioni aromatiche; ma è lo stesso bagaglio di antiossidanti che ne evidenzia la buona stabilità nel tempo, quindi una migliore conservabilità e salubrità del prodotto. Quando poi l’extra vergine riconducibile a un dato territorio di produzione lo si studia sotto il profilo sensoriale, nelle sue caratteristiche organolettiche, si scopre un’identità che come tale non è riproducibile altrove; e anche questo è un volto della qualità che non si può trascurare. Ecco perché è intrinsecamente sbagliato affidarsi a un prodotto generico, sottocosto, estremamente commerciale e senza sicurezze e garanzie. Dal momento che l’extra vergine è un prodotto che, se buono, lo si utilizza con parsimonia, in quanto è sufficiente versarne poche gocce per insaporire il cibo, non ha dunque senso puntare a prodotti mediocri, pensando in tal modo di risparmiare. L’extra vergine – lo ricordiamo – è una “spremuta di olive”, quindi un prodotto come tale di alta qualità, soprattutto sul fronte nutrizionale e salutistico; diventa perciò poco conveniente sbagliare acquisto affidandosi a un prodotto generico e senza storia. Con ciò non si vogliono certo demonizzare le produzioni di massa, ma la qualità del nostro stile di vita, con il benessere fisico e psicologico che ne deriva, sono l’obiettivo prioritario di chi voglia puntare, proprio attraverso una sana e corretta alimentazione, a trarre sempre il meglio da sé.



 
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