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Esistono bellissimi tessuti dipinti con il fango, gioielli con corallo, corniola, oro e ambra, come pure le pietre acquisite negli scambi si sposavano con l’argento, il metallo del Profeta, simbolo di purezza e onestà. Vi sono gioielli in elettro, una lega d’oro e d’argento con motivi di luna e sole, il corallo simboleggia l’albero “Colui che muore per far vivere nuove radici”. Ancora, oggetti artigianali di bronzo e rame, finemente manufatti dagli artigiani, ceste ottenute dalle fibre di palma nana, che possono contenere le varie spezie importate dall’oriente, dalle carovane sulla mitica via del sale: hennè, cristalli di antimonio, cumino, finocchio, zenzero, timo, ed altre essenze dal vago sapore magico. Profumi e distillati di piante e fiori o di resine: arancio, gelsomino, lavanda, camomilla, rosa del Marocco, etc. Ottimi i distillati d’acqua di rose e mandorle, ricostituenti della pelle e antirughe. Rari da trovare ma particolarmente belli, sono i piatti tuareg di sabbia e rosso d’uovo, ottenuti mediante cottura nella sabbia del deserto: sono decorati semplicemente con argilla rossa, le raffigurazioni sono geometriche e hanno significati simbolici. Ma i manufatti più belli sono i kilim berberi delle tribù del medio e dell’alto Atlante, chiamati Hambel. Sono tappeti tessuti con fili di lana grossa, con motivi geometrici e colori più vari, sui quali predominano il rosso, l’arancio e il blu. Il Sahara offre mille tesori nascosti e regala emozioni stupende a chi riesce ad impadronirsi delle sue ricchezze senza depredare o privare questi antichi popoli del patrimonio etnico e culturale.
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