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L’alba e la conchiglia bianca |
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Subito sopra e’ situata la statua di Buddha Maytreia che si dice sia la prossima manifestazione di Budda sulla terra. A fianco a Milarepa c’e la scultura gigante di “lama Tzonkapa”, un grande insegnante, con accanto due discepoli. Alla sinistra del Buddha centrale sorge la divinita’ femminile di “Tara bianca” amatissima protettrice, custode del mantra “om tare tuttare ture soha”. Vicino troviamo la statua di “Atisha” a cui viene attribuito l’onore di aver diviso i testi tantrici da quelli del sutra, quando in Tibet c’era ancora confusione sull’argomento. Accanto ad Atisha c’è la scultura di “Avalokiteswara” a cento rami (amore e compassione), di cui e’ rappresenante il Dalai Lama. Di seguito “Guru Rimpoce”, colui che classificò i voti monacali e la pietra nera con il calco d’orato dei piedi del sesto Dalai Lama. Ogni oggetto e’ ricoperto d’oro e i soffitti sono dipinti con gli otto simboli di buon auspicio e prosperose divinita’ femminili, tra cui si scorgono draghi azzurri tipici della cultura cinese. Dietro il monastero sorge un bellissimo edificio bianco in stile tibetano, adibito a dormitorio, senza tetto ma munito di una spaziosa terrazza e ampie finestre ove sul muro centrale è incisa la lampada di “Nagaryuna” alta circa tre metri, simbolo della pace. Avalokitesvara Ekadasamukha. Accanto e’ confinante un cortile con un edificio simile, bello e luminoso,con una piccola terrazza dove vi e posato uno stupa alto circa tre metri. E’ denominato “Milarepa guest-house” custodito dai monaci, un tempo operativo: ora vi alloggiano gli ospiti e raramente qualche turista. Nel monastero vivono circa una cinquantina di monaci di tutte le età. Molti vengono direttamente dal Tibet dove è ancora in uso mandare almeno un figlio sulla via del monacato.
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