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L’alba e la conchiglia bianca PDF Stampa E-mail

di Monica Lazzara (tratto da BioGuida n.2 Autunno 2003)

 

(cronache da un monastero tibetano)

A Kathmandu, per la precisione nella zona di Swaiambu c’è il grandissimo e altrettanto venerato stupa (tempio) omonimo. Intorno ad esso si trovano alcuni monasteri tibetani, tra cui il Pelghieling situato alla destra dell’ingresso della salita dello stupa. Gli edifici sono contenuti in un grosso cortile recintato con due entrate. Alla destra della prima si trova una costruzione a due piani, a forma di “elle” munita di terrazza; nella quale al piano superiore e’ costodito un “mandala” (iscrizione circolare delle energie dell’universo) di Yamantaka, emanazione del Buddha che sta alla linea di confine fra la vita e la morte. La grande iscrizione e’ incisa nel legno ed appartiene al “lignaggio tantrico”. Vi sono due livelli di insegnamento uno del “sutra”e l’altro del “tantra”; quest’ultimo, al contrario di quanto si dica in Occidente, e’ marginalmente conesso con la sessualita’. E’ una pratica energeticamente piu’ elevata del sutra. Al piano inferiore vi sono alcuni alloggi dei monaci piu’ anziani ed una sala adorna di dipinti del Buddha con una grande ruota della preghiera alta circa quattro metri di colore rosso intenso con all’interno le iscrizioni del mantra “om mani padme Hum” che significa “saluto al gioiello del loto”. Questo gioiello e’ l’amore e la compassione. A sinistra dell’ingresso principale si trovano la cucina e la mensa ed al centro il monastero stesso. L’edificio ‘a elle’ incornicia il cortile per l’area ricreativa.



 
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