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L’uomo e l’animale: lo stesso frutto. Chi ha avuto modo di leggere i miei precedenti articoli, o il libro Fiori di Bach (ed. Macroedizioni), in cui si cerca di introdurre il lettore ad una più profonda comprensione del regno animale, sa che noi e gli animali siamo legati da un livello di comunicazione che non è di tipo mentale quanto emozionale. Quello che per noi rappresenta il massimo della evoluzione su questa Terra, cioè il pensiero, per gli animali è rappresentato dalla componente emozionale: gli animali vivono per sentire. Dobbiamo renderci conto che nel percorso di vita che facciamo con il nostro animale si manifesta una progressiva, e quanto mai rapida, fusione emozionale. L’esempio più diretto è rappresentato da quelle persone che vengono da me e mi dicono “sa, io e la mia gatta ci assomigliamo moltissimo” oppure ”lei fa come me…”. Poiché tra i due, quelli che sperimentano una maggior varietà di emozioni e sentimenti siamo noi, l’animale si fonderà progressivamente all’interno della nostra “buccia”, diventando come uno di quei filamenti biancastri che rendono il frutto compatto. O meglio, diventeranno un piccolo frutto all’interno del frutto principale.A questo punto sorge un problema: al momento della morte, quale delle due bucce viene coinvolta? Quella del frutto piccolo o quella del frutto grande? Quale componente emozionale prova dolore, la mia o la sua? E con l’eutanasia quale dolore tento di eliminare, il mio o il suo? E’ molto importante che si rifletta su queste cose, perché nel momento del bisogno non possiamo tradire la fiducia che l’animale ha riposto in noi, banalizzando e appiattendo la lunga e profonda esperienza fatta insieme. Abbiamo detto che il dolore che prova l’animale non è di tipo fisico ma emozionale. La sua componente emozionale dunque sente perché, al contrario dei pensieri che servono per ragionare, le emozioni fanno parte del sentire e, poiché negli animali il pensiero non è una delle qualità più spiccate, gli animali non faranno altro che fare quello per il quale sono stati creati: sentire.
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